L’Associazione Bulgara del Gioco (Bulgarian Gaming Association) ha criticato con forza una proposta che mira a innalzare l’età legale per il gioco d’azzardo in Bulgaria da 18 a 21 anni, avvertendo che la misura potrebbe spingere involontariamente i giovani adulti verso piattaforme di scommesse illegali. Il gruppo industriale sostiene che limitare l’accesso al mercato regolamentato potrebbe non ridurre il gioco tra i più giovani, ma piuttosto deviarli verso operatori senza licenza che operano al di fuori del controllo statale.
In un’intervista esclusiva con SiGMA News, Yanko Petev, rappresentante dell’Associazione Bulgara del Gioco (Bulgarian Gaming Association), ha affermato che la proposta limita ingiustamente adulti che sono già riconosciuti come cittadini legalmente responsabili secondo la legge bulgara.
L’associazione ha definito la proposta “giuridicamente infondata”, “populismo pre-elettorale” e “discriminatoria”, sottolineando che la misura potrebbe incoraggiare i giovani a rivolgersi al mercato illegale, non regolamentato e potenzialmente pericoloso, invece di proteggerli.
“La proposta di alzare l’età per il gioco d’azzardo da 18 a 21 anni è giuridicamente infondata e discriminatoria nei confronti dei cittadini adulti.” Ha aggiunto: “A 18 anni, i cittadini bulgari acquisiscono piena capacità giuridica, compreso il diritto di votare, sposarsi e lavorare.”
La legge non “proteggerà i giovani”
Petev ha avvertito che limitare l’accesso al mercato regolamentato potrebbe avere conseguenze indesiderate per i giovani adulti, che sono tra i gruppi più attivi digitalmente nel Paese. “Limitare l’accesso al mercato regolamentato non proteggerà i giovani: li spingerà semplicemente verso operatori illegali. I mercati di gioco illegale non offrono alcuna tutela ai consumatori, nessun controllo e nessuna protezione contro frodi o dipendenza.”
“Creare una restrizione solo per il gioco d’azzardo rende questa politica ingiustificata.”
– Yanko Petev, Associazione Bulgara del Gioco (Bulgarian Gaming Association)
Gruppi industriali come l’Associazione dell’Industria del Gioco in Bulgaria (Association of the Gaming Industry in Bulgaria), l’Associazione Bulgara delle Attività di Gioco (Bulgarian Association of Gambling Activities) e l’Associazione degli Organizzatori e delle Attività di Gioco in Bulgaria (Association of Gambling Organisers and Activities in Bulgaria) sostengono che la restrizione proposta potrebbe rafforzare l’ecosistema già esistente del gioco illegale nel Paese, deviando i giocatori più giovani dagli operatori con licenza.
I giovani adulti tra i 18 e i 21 anni sono tra i più attivi online. Dati di Blask mostrano che i più giovani rappresentano una parte significativa del pubblico del gioco d’azzardo in Bulgaria: le persone tra i 25 e i 34 anni costituiscono il 35 percento, quelle tra i 18 e i 24 anni il 30 percento, il 20 percento ha tra i 35 e i 44 anni e il 15 percento tra i 45 e i 54.
Petev ha affermato che un simile cambiamento potrebbe indebolire le tutele per i consumatori e allo stesso tempo danneggiare il settore regolamentato. “Creare un divieto per gli adulti tra i 18 e i 21 anni rischia di spingere uno dei gruppi più attivi digitalmente verso piattaforme online non regolamentate. La misura rafforzerebbe l’economia sommersa indebolendo il settore regolamentato.”

Petev ha anche avvertito che la politica potrebbe avere importanti implicazioni finanziarie per lo Stato. Ha aggiunto: “L’industria ritiene che una simile politica potrebbe comportare la perdita di centinaia di milioni di leva di entrate statali ogni anno.”
Secondo la dichiarazione congiunta presentata dall’Associazione Bulgara del Gioco (Bulgarian Gaming Association), insieme ad altri tre gruppi, deviare i giocatori verso piattaforme illegali potrebbe ridurre le entrate fiscali del governo.
Una sfida all’UE?
Un altro argomento sollevato dall’industria riguarda l’assenza di politiche simili all’interno dell’Unione Europea. Petev ha osservato: “Nessuno Stato membro dell’Unione Europea ha introdotto un’età minima per il gioco d’azzardo superiore ai 18 anni in modo generalizzato. Introdurre una simile restrizione isolerebbe la Bulgaria dagli standard europei consolidati.”
All’interno dell’Unione Europea, la regolamentazione del gioco d’azzardo rimane in gran parte responsabilità dei singoli Stati membri. Tuttavia, le politiche nazionali devono comunque rispettare i principi del mercato interno che regolano i servizi transfrontalieri.
Le controversie legali relative alle norme nazionali sul gioco d’azzardo sono supervisionate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che valuta se le restrizioni siano proporzionate e giustificate da obiettivi di interesse pubblico, come la prevenzione della dipendenza o delle frodi.
Dubbi sul processo legislativo
L’Associazione Bulgara del Gioco (Bulgarian Gaming Association) ha inoltre criticato il processo legislativo alla base della proposta. Petev ha affermato: “Il disegno di legge è stato presentato senza un’adeguata analisi d’impatto, senza prove empiriche e senza consultare le parti interessate del settore.”
La preoccupazione è stata condivisa anche da diverse organizzazioni per il gioco responsabile. Tuttavia, la relazione illustrativa allegata al disegno di legge fa ancora riferimento alla Commissione Statale per il Gioco d’Azzardo (State Gambling Commission), un’autorità di regolamentazione abolita nel 2020. A seguito delle riforme normative, la responsabilità di supervisionare le attività di gioco in Bulgaria è stata trasferita all’Agenzia Nazionale delle Entrate (National Revenue Agency).
I critici affermano che il riferimento a un’istituzione ormai inesistente mette in dubbio la preparazione e l’accuratezza della legislazione. L’Associazione sostiene di appoggiare le politiche di gioco responsabile, ma ritiene che alzare l’età legale per il gioco d’azzardo potrebbe danneggiare il mercato regolamentato invece di proteggere i consumatori. Per ora, si prevede che le commissioni parlamentari esamineranno la proposta nelle prossime settimane.
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