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Regno Unito conferma il prelievo del 10% sulle scommesse ippiche

Neha Soni
Scritto da Neha Soni
Tradotto da Mara Armenante

Il governo del Regno Unito ha confermato che manterrà l’Horserace Betting Levy al 10% dopo la conclusione della sua attesa revisione, una decisione che ha suscitato critiche da parte del settore ippico britannico.

La decisione è stata illustrata in una Dichiarazione Ministeriale Scritta presentata alla Camera dei Lord da Baronessa Twycross e ripetuta alla Camera dei Comuni da Ian Murray, che ricopre il ruolo di Ministro di Stato per i Media, il Turismo e le Industrie Creative nel governo laburista. Le scommesse ippiche nel Regno Unito erano state risparmiate, rimanendo al 15%, quando la Ministra delle Finanze Rachel Reeves aveva confermato a novembre un aumento della tassazione sul gioco, che entrerà in vigore nell’aprile 2027.

Il governo punta sulla stabilità

Il governo britannico ha dichiarato che non intende introdurre modifiche legislative all’aliquota del prelievo, citando la necessità di garantire “stabilità e certezza” al settore del gioco dopo le recenti riforme fiscali. I funzionari hanno inoltre confermato che non estenderanno il prelievo alle scommesse su corse ippiche estere, sostenendo che l’attuale quadro normativo riflette già il rapporto tra l’industria delle scommesse e quella delle corse nel Regno Unito.

L’Horserace Betting Levy richiede ai bookmaker con profitti lordi annuali sulle corse britanniche superiori a 500.000 sterline di contribuire con il 10%, con i fondi raccolti dall’Horserace Betting Levy Board. Il prelievo ha generato 108 milioni di sterline nel 2025, in aumento rispetto ai 105 milioni dell’anno precedente.

La BHA definisce la decisione “deludente”

La decisione ha suscitato una forte reazione da parte della British Horseracing Authority (BHA), con il suo amministratore delegato Brant Dunshea che ha espresso frustrazione. Dunshea ha definito “deludente” il fatto che quasi tre anni di revisione non abbiano portato ad alcun cambiamento, nonostante, a suo dire, prove evidenti di un divario sempre più ampio tra i costi necessari per sostenere lo sport e i ricavi provenienti dalle scommesse.

L’amministratore delegato della BHA ha dichiarato: “È deludente che siano serviti quasi tre anni per stabilire che non ci debba essere alcun cambiamento nell’aliquota del Levy.” Ha inoltre messo in dubbio la coerenza del governo, ricordando che precedenti indicazioni del Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport suggerivano che il settore ippico non avrebbe beneficiato delle più ampie riforme sul gioco senza un aumento del prelievo.

Preoccupazioni sulla competitività globale

La British Horseracing Authority (BHA) ha sottolineato che l’ippica britannica riceve una quota dei ricavi delle scommesse significativamente inferiore rispetto ai concorrenti internazionali. Dunshea ha dichiarato: «Mentre l’ippica francese e quella irlandese ricevono rispettivamente il 7,7% e l’8,4%, noi riceviamo meno del 3%.»

Dunshea ha avvertito che la decisione di non estendere il prelievo alle scommesse su corse estere finisce di fatto per favorire le giurisdizioni concorrenti, con il rischio di indebolire la posizione globale del Regno Unito nello sport. Ha inoltre espresso preoccupazione per le pressioni regolatorie, inclusi i controlli di sostenibilità economica (affordability checks), sostenendo che potrebbero spingere gli scommettitori verso mercati illegali e ridurre i finanziamenti destinati all’ippica.

Nel 2024, i dati hanno rivelato che il volume delle scommesse online dell’industria dell’ippica britannica era crollato di 3 miliardi di sterline negli ultimi due anni. Ciò equivaleva a una riduzione del 25% delle puntate, attribuita proprio ai controlli di sostenibilità economica.

Gli operatori del settore si sono opposti con forza a questi controlli, definendoli una misura invasiva che rischia di allontanare i giocatori. La revisione del Gambling Act ha introdotto i controlli di sostenibilità economica con l’obiettivo di impedire alle persone di scommettere più di quanto possano permettersi. Tuttavia, il piano ha subito “ruffled feathers”, un modo di dire che significa “ha irritato e contrariato molte persone”, soprattutto nel mondo dell’ippica.
Secondo molti, questi controlli spingeranno i giocatori che non vogliono sottoporsi alla regolamentazione verso il mercato nero, con conseguenti perdite per l’industria legale. Nonostante le critiche, il governo ha ribadito il suo “sostegno incrollabile” al settore e ha incoraggiato una collaborazione più stretta tra gli attori dell’ippica e delle scommesse.

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