L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) è intervenuta sul tema della pubblicità del gioco, analizzando il ruolo dei social network e di nuove piattaforme online.
La discussione è avvenuta durante l’incontro Riordino gioco fisico: che mercato sarà? Online tra politica e sviluppi socio-economici, tenutosi all’Università di Salerno. I protagonisti dell’evento sono stati Fabio Felici, direttore responsabile di Agimeg, che ha moderato l’incontro, e Davide Gallino, dirigente di AGCOM, che ha discusso le tematiche in rappresentanza dell’autorità.
Il divieto di pubblicità e le sue ripercussioni sullo sport
Il moderatore dell’evento, Fabio Felici, ha aperto il dibattito menzionando il Decreto Dignità, entrato in vigore in Italia nel 2018 con l’obiettivo di introdurre un divieto totale della pubblicità, sia diretta che indiretta, per i giochi e le scommesse con premi in denaro. Da quando è entrato in vigore, il decreto ha suscitato un ampio dibattito. Da un lato, c’è chi ha accolto con favore l’intenzione di proteggere i cittadini dai rischi legati al gioco d’azzardo patologico. Dall’altro, vi sono coloro che criticano il decreto per il suo impatto negativo sui settori delle scommesse legali e dello sport.
Il divieto di pubblicità indiretta ha infatti avuto un impatto particolarmente negativo sulle società calcistiche. Il campionato italiano non ha più potuto contare sui ricavi derivanti dalle sponsorizzazioni e dalla pubblicità indiretta negli stadi. Ciò non è avvenuto nel caso di altri campionati europei, dove le sponsorizzazioni legate alle scommesse sono molto diffuse.
Il ruolo primario di AGCOM
Il dibattito è proseguito spostando l’attenzione sull’AGCOM e sul suo ruolo centrale in merito alle nuove linee guida sulla comunicazione nel settore del gioco d’azzardo e alla questione dell’utilizzo di personaggi pubblici nelle campagne pubblicitarie.
“L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) è il vero regolatore del paese, però noi abbiamo la competenza sulla comunicazione pubblicitaria del gioco, come previsto dal decreto Dignità del 2018. Occuparsi di pubblicità del gioco significa mettere alcuni paletti alle comunicazioni pubblicitarie da parte degli operatori che hanno una concessione in Italia, ma anche da parte di chi questa concessione non ce l’ha e che ormai nel mondo online raggiunge facilmente i telefonini di tutti”, ha commentato Gallino.
I social network e il mondo online
Gallino ha poi approfondito il ruolo dei social media e il modo in cui queste piattaforme offrono agli utenti un facile accesso a numerose offerte di gioco d’azzardo che promettono grandi vincite e guadagni rapidi. “Se si va sui social e si comincia a digitare la parola scommesse rapidamente la timeline si riempie di proposte di gioco dove ci sono tipster che propongono metodi invincibili, infallibili e insuperabili per guadagnare di più. Tutta questa pubblicità in buona parte non è consentita”, ha aggiunto.
Secondo Gallino, esiste una differenza fondamentale tra gli spot televisivi tradizionali e quelli che compaiono sui social media e sulle piattaforme digitali. Ha sottolineato come gli annunci online invadano i profili social, promuovendo sempre qualcosa di nuovo che cattura immediatamente la nostra attenzione. Il rappresentante dell’AGCOM ha sottolineato l’importanza di approcciarsi con cautela ai contenuti presenti sui social media.
Cosa può cambiare?
Constatati il ruolo delle autorità e l’evoluzione del mondo digitale, quali possono essere le conseguenze? Secondo Gallino, la maggior parte delle istituzioni è consapevole che qualcosa debba cambiare. Soprattutto perchè vanno monitorati e fermati i concessionari non regolamentati.
L’evoluzione del mondo online e la forte influenza dei social network sono temi fondamentali da considerare. La società è ormai orientata verso il digitale. Però, soprattutto quando si parla di gioco online e pubblicità, è fondamentale e necessario che le autorità, come l’AGCOM, continuino a insistere sul monitoraggio di che cosa viene pubblicizzato online. L’obiettivo è quello di ostacolare i concessionari illegali e impedire loro di operare così facilmente. Quello dell’AGCOM e dell’ADM è un cammino certamente complicato ma ben strutturato e con un obiettivo chiaro: tutelare gli operatori con licenza regolare e i giocatori.
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