Il contenzioso tra AGCOM e Google sulla presenza di video promozionali dedicati al gioco d’azzardo su YouTube arriva a un passaggio decisivo davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. L’Avvocato Generale Maciej Szpunar, nelle conclusioni depositate sul caso C-421/24, traccia una linea interpretativa che potrebbe ridefinire i confini della responsabilità delle piattaforme digitali.
Il nodo riguarda la multa da 750.000 euro inflitta nel 2022 dall’Autorità italiana AGCOM a Google Ireland per aver ospitato oltre seicento video riconducibili al creator “Spike”, considerati messaggi pubblicitari in violazione del divieto introdotto dal Decreto Dignità. Il Consiglio di Stato, chiamato a decidere sul ricorso, ha chiesto alla Corte UE di chiarire sia l’applicabilità della direttiva e-commerce ai contenuti sul gioco d’azzardo, sia l’estensione dell’esenzione di responsabilità per i servizi di hosting.
La direttiva e-commerce si applica anche ai contenuti sul gioco d’azzardo
Secondo l’Avvocato Generale, la direttiva 2000/31/CE continua ad applicarsi anche quando i contenuti riguardano il gioco d’azzardo. L’esclusione prevista dalla normativa europea non riguarda infatti l’attività di memorizzazione dei contenuti altrui, ma soltanto l’offerta di servizi di gioco da parte degli operatori.
In altre parole, la natura del contenuto – anche se relativo a giochi con vincite in denaro – non modifica la qualifica della piattaforma come prestatore di servizi di hosting. La memorizzazione di video promozionali caricati dagli utenti rientra dunque nel perimetro della direttiva e-commerce, con la conseguenza che i principi previsti dall’articolo 14 sulla responsabilità limitata restano applicabili.
Questa impostazione risulta particolarmente rilevante perché separa chiaramente il profilo della regolamentazione nazionale del gioco d’azzardo, che resta pienamente vigente, dal regime europeo relativo agli intermediari digitali.
Il ruolo della piattaforma e la soglia della “passività”
Il punto centrale del parere riguarda la responsabilità della piattaforma. L’avvocato Szpunar ribadisce che YouTube può beneficiare dell’esenzione prevista per gli hosting provider solo se mantiene una posizione “passiva”, cioè priva di un intervento attivo sui contenuti degli utenti. Perde invece la protezione chi:
- partecipa alla selezione o alla modifica dei contenuti;
- ne ottimizza la diffusione in modo mirato;
- interviene editorialmente o contribuisce alla loro creazione.
L’Avvocato Generale chiarisce inoltre che l’adesione allo YouTube Partner Program non trasforma automaticamente la piattaforma in un soggetto attivo. La condivisione dei ricavi pubblicitari e la disponibilità di funzioni aggiuntive per i creator non comportano, da sole, un controllo sostanziale sui contenuti caricati.
Resta però un limite imprescindibile: la piattaforma perde l’immunità se è provato che fosse a conoscenza della natura illecita dei contenuti e non abbia agito tempestivamente per rimuoverli. Sarà quindi compito dei giudici nazionali accertare se gli strumenti di moderazione e i controlli interni fossero tali da rendere evidente la presenza di pubblicità vietata.
Le ricadute per il settore digitale e per l’iGaming
Le conclusioni dell’Avvocato Generale hanno potenziali effetti a catena per tutto l’ecosistema dei contenuti generati dagli utenti. Se la Corte di giustizia confermerà questa interpretazione, le piattaforme digitali saranno chiamate a dimostrare costantemente la propria neutralità rispetto ai contenuti ospitati, evitando qualunque forma di intervento che possa essere interpretata come contributo attivo.
Per il settore iGaming e per i regolatori nazionali, il parere rappresenta un passaggio critico. Pur riconoscendo la validità del divieto di pubblicità sul territorio italiano, la Corte potrebbe limitare la responsabilità delle piattaforme ai soli casi in cui sia dimostrabile una conoscenza effettiva dell’illecito. Questo scenario richiede un adattamento degli strumenti di enforcement, potenzialmente più difficili da applicare quando la diffusione di contenuti promozionali avviene attraverso creator esterni.
La decisione finale della CGUE avrà quindi un impatto significativo sull’equilibrio tra tutela dei consumatori, libertà di espressione, responsabilità degli intermediari e regole nazionali sul gioco d’azzardo.
Prospettive e attese verso la decisione della Corte di giustizia
Ora la responsabilità passa alla Corte di giustizia dell’Unione europea, che dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi. Il suo verdetto stabilirà non solo se YouTube potesse beneficiare della limitazione di responsabilità nel caso specifico, ma anche quale sarà il futuro del quadro normativo per le piattaforme che ospitano contenuti sensibili o regolati.
Il caso AGCOM–Google si è trasformato in un banco di prova per l’intero sistema europeo di responsabilità degli intermediari. La decisione di Lussemburgo diventerà una bussola per gli operatori digitali, per le autorità nazionali e per tutto il comparto dell’iGaming, definendo con maggiore precisione il ruolo delle piattaforme nel caos informativo contemporaneo.
Partecipa a SiGMA South Asia, dal 30 novembre al 2 dicembre 2025.
Colombo diventa il cuore pulsante del gaming, riunendo 5.000 delegati, oltre 100 relatori e 1.000 operatori sotto lo stesso tetto. Con opportunità di business di alto livello, idee rivoluzionarie e networking indimenticabile, questo è l’evento in cui nuovi mercati incontrano nuovi orizzonti.



