EU Accessibility Act e AI Act: due nuove sfide strutturali per l’industria del gambling europeo
Operare nel settore del gambling online significa da sempre muoversi all’interno di un perimetro normativo particolarmente rigoroso. Tuttavia, nel corso dell’ultimo anno, il quadro regolatorio europeo ha compiuto un ulteriore salto di complessità. L’entrata in vigore di tre nuovi atti normativi dell’Unione Europea – l’EU Accessibility Act, il Digital Operational Resilience Act (DORA) e l’AI Act – ha aperto una fase inedita per l’iGaming, imponendo agli operatori una riflessione profonda sul proprio modello tecnologico, organizzativo e di compliance.
Se il DORA riguarda principalmente il settore finanziario, con possibili riflessi indiretti anche sulle piattaforme di gioco, è soprattutto la combinazione tra Accessibility Act e AI Act a rappresentare una sfida concreta e immediata per produttori di software, concessionari e fornitori di servizi digitali. Accessibilità, sicurezza e intelligenza artificiale non sono più ambiti separati, ma elementi che si intrecciano all’interno della stessa infrastruttura digitale.
Un contesto normativo sempre più stratificato
Il punto critico non è soltanto l’adeguamento a nuove regole, ma la loro coesistenza. Accessibilità delle interfacce, utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale, tutela dei dati personali e continuità operativa devono oggi essere affrontati simultaneamente. Per molte aziende del settore, già impegnate nel rispetto delle normative nazionali sul gioco e dei requisiti antiriciclaggio, questo significa rimettere mano all’intero ciclo di vita del prodotto digitale.
Non si tratta di interventi marginali. Le nuove regole incidono direttamente sul design delle piattaforme, sulle architetture software, sui flussi di dati e sulle modalità con cui gli utenti interagiscono con i servizi di gioco. È un cambiamento strutturale che non tutti gli operatori sono pronti ad affrontare. Secondo analisi di settore, tra cui quelle di Mike De Graaff, Chief Compliance Officer di BetComply, pubblicate su SBC Leaders, la sovrapposizione tra EU Accessibility Act, DORA e AI Act rappresenta una sfida concreta per l’operatività delle aziende dell’iGaming.
EU Accessibility Act: quando il gioco incontra l’accessibilità digitale
L’EU Accessibility Act nasce con l’obiettivo di garantire che prodotti e servizi digitali siano accessibili anche alle persone con disabilità, promuovendo l’inclusione e un mercato unico più equo. Sebbene il testo normativo non menzioni esplicitamente i servizi di gioco d’azzardo, molte piattaforme di gambling online presentano caratteristiche riconducibili ai servizi digitali e di commercio elettronico.
Questo aspetto assume particolare rilievo nel contesto italiano, dove il settore si prepara alla transizione verso un nuovo regime di concessioni per il gioco online. L’adozione di nuove piattaforme o l’introduzione di modifiche tecniche e contrattuali rilevanti potrebbe far qualificare il servizio come “nuovo”, rendendo immediatamente applicabili gli obblighi di accessibilità a partire dalla data di attivazione, senza beneficiare del regime transitorio previsto fino al 2030 per i servizi già esistenti.
L’Accessibility Act impone ai fornitori di servizi digitali di garantire la conformità a specifici requisiti tecnici, che nella pratica si traducono in interfacce progettate secondo criteri di accessibilità riconosciuti a livello internazionale, informazioni chiare sullo stato di conformità e meccanismi di intervento correttivo in caso di non conformità.
Nel settore del gambling, l’applicazione di questi obblighi richiede un’analisi approfondita caso per caso. Le piattaforme di gioco sono spesso basate su architetture complesse, con componenti sviluppati internamente e moduli di terze parti. Anche i servizi accessori, come chat di assistenza, sistemi di messaggistica o strumenti di supporto al cliente, possono rientrare nel perimetro della normativa, a seconda del grado di integrazione tecnica e del controllo esercitato dall’operatore.
Per questo motivo, si sta diffondendo nel settore l’idea che un semplice adeguamento “a blocchi” non sia sufficiente. Sempre più aziende valutano l’opportunità di una revisione completa delle piattaforme, riprogettandole in un’unica fase per integrare nativamente i requisiti di accessibilità, piuttosto che intervenire con soluzioni tampone.
AI Act: il rischio non è solo tecnologico, ma interpretativo
Se l’Accessibility Act impone una revisione del modo in cui le piattaforme vengono progettate, l’AI Act interviene sul modo in cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata. Il regolamento europeo sull’AI introduce un approccio basato sul rischio, con obblighi crescenti in funzione dell’impatto potenziale dei sistemi sui diritti fondamentali, sulla sicurezza e sulla salute delle persone.
Nel gambling online, l’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata. Sistemi di analisi comportamentale, strumenti di prevenzione delle frodi, modelli predittivi per l’individuazione del gioco problematico e algoritmi di personalizzazione dell’esperienza utente sono diventati parte integrante dell’offerta digitale. Proprio queste applicazioni, però, rischiano di rientrare nelle categorie più sensibili previste dal regolamento.
Il problema principale non è soltanto tecnico, ma giuridico. Il testo dell’AI Act è complesso e lascia ampi margini di interpretazione. Molte applicazioni AI tipiche del settore potrebbero essere soggette a requisiti stringenti, soprattutto quando incidono su decisioni che hanno effetti rilevanti sugli utenti. In questi casi, il regolamento impone obblighi severi in termini di governance dei dati, trasparenza, documentazione, monitoraggio continuo e gestione dei rischi.
Dati personali, trasparenza e bias algoritmici
Un ulteriore livello di complessità deriva dal trattamento dei dati personali. I sistemi di intelligenza artificiale nel gambling online operano su grandi volumi di informazioni, spesso sensibili, e devono quindi essere pienamente compatibili con il Regolamento generale sulla protezione dei dati e con la normativa nazionale di raccordo.
Gli operatori sono chiamati a garantire che l’uso dell’AI sia trasparente, sicuro e comprensibile per gli utenti. In alcuni casi, potrebbe essere necessario acquisire un consenso esplicito o fornire informazioni dettagliate su come i dati vengono utilizzati dagli algoritmi.
Particolare attenzione va inoltre riservata al rischio di distorsioni algoritmiche. Bias non corretti possono generare risultati iniqui o discriminatori, con conseguenze non solo reputazionali ma anche regolatorie. L’AI Act consente il trattamento di dati anche sensibili per individuare e mitigare questi rischi, purché siano adottate adeguate garanzie.
Una sfida inevitabile per tutto il settore
Il quadro che emerge è chiaro: l’industria del gambling online è entrata in una nuova fase, in cui l’innovazione tecnologica deve procedere di pari passo con una compliance sempre più sofisticata. Accessibilità e intelligenza artificiale non sono più temi opzionali o confinati a progetti sperimentali, ma elementi centrali della strategia aziendale.
La domanda non è se adeguarsi, ma come farlo senza disperdere tempo e capitali e senza stravolgere l’organizzazione interna. Il mercato della consulenza specializzata è già in fermento, ma la responsabilità finale resta in capo agli operatori, chiamati a compiere scelte consapevoli e tempestive.
In questo scenario, le aziende che sapranno affrontare l’EU Accessibility Act e l’AI Act non come un mero adempimento normativo, ma come un’occasione per rafforzare la qualità dei propri servizi e la fiducia degli utenti, potranno trasformare una sfida regolatoria in un vantaggio competitivo duraturo.
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