Il contrasto al gioco illegale torna al centro del dibattito sul futuro del mercato italiano. La Relazione MEF sullo stato della spesa e sull’efficienza dell’azione amministrativa conferma il peso crescente dei controlli nel settore dei giochi pubblici, in una fase segnata dal riordino del comparto online e dall’attesa di una riforma organica della rete fisica.
Il tema non riguarda solo l’enforcement. La lotta all’offerta abusiva è ormai una condizione essenziale per proteggere il mercato regolato, tutelare i consumatori, difendere gli operatori autorizzati e salvaguardare il gettito erariale.
Il ruolo di ADM nella nuova fase del gioco pubblico
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) resta uno degli attori centrali dell’architettura italiana del gioco pubblico. ADM esercita il presidio dello Stato nel settore, gestendo il sistema concessorio, gli atti regolamentari e le attività di controllo contro gli illeciti.
La Relazione MEF 2025, riferita all’anno 2024, insieme alla Convenzione MEF-ADM 2025-2027 e al PIAO ADM 2025-2027, colloca l’attività dell’Agenzia in una cornice più ampia: legalità, controllo, tutela dei giocatori e rafforzamento del mercato regolato.
Il punto è che le regole, da sole, non bastano. Per funzionare, il sistema concessorio ha bisogno di una rete autorizzata riconoscibile, di controlli efficaci e di un confine netto tra offerta legale e offerta abusiva.
ADM: “Il controllo non è solo repressione”
Interpellata da SiGMA News, ADM ha chiarito che l’attività di controllo non deve essere letta in chiave esclusivamente repressiva o sanzionatoria. Al contrario, per l’Agenzia rappresenta “un pilastro strutturale, preventivo e imprescindibile” per preservare l’integrità del gioco pubblico in Italia.
Secondo ADM, la filiera regolata, fondata su concessioni e autorizzazioni, richiede verifiche costanti per garantire la tracciabilità dei flussi finanziari, il contrasto al gioco minorile, la tutela del consumatore e la salvaguardia del gettito.
L’Agenzia richiama anche i dati consolidati del 2025: i controlli sul territorio sono saliti a 31.391, mentre le verifiche specifiche contro il gioco minorile sono state 14.418. La positività media dei controlli, sostiene ADM, si è attestata all’11,01%, anche grazie alle segnalazioni, all’incrocio delle banche dati e alla collaborazione con le Forze di polizia.
In un mercato in cui la domanda non scompare, ma tende piuttosto a spostarsi verso canali meno controllabili, la mancanza di vigilanza rischia di aprire spazi agli operatori non autorizzati.
Il nodo dei modelli ibridi tra fisico e online
Il gioco illegale non si muove più soltanto attraverso punti clandestini tradizionali. La criticità più insidiosa, secondo ADM, riguarda oggi i modelli ibridi, cioè circuiti che combinano la presenza fisica sul territorio con piattaforme digitali non autorizzate.
L’Agenzia cita il caso di centri o apparecchiature presenti in esercizi pubblici che possono fungere da interfaccia per instradare le giocate verso siti esteri privi di concessione. È una zona grigia che rende più complessa l’attività ispettiva e spiega la crescente attenzione nei confronti dei Punti Vendita Ricariche (PVR).
Proprio per ridurre il rischio di intermediazione abusiva, ADM ricorda l’introduzione di un Albo dei PVR e di regole più stringenti, tra cui il divieto di utilizzare apparecchiature automatiche prive di sistemi di identificazione dell’età e di aprire conti per i titolari degli esercizi.
Resta centrale anche il fronte online. Nel 2025, secondo i dati forniti dall’Agenzia, sono stati inibiti 1.038 siti di gioco non autorizzati, con un incremento del 44% rispetto al 2024 e dell’111% rispetto al 2023.
Tutela dei concessionari e concorrenza sleale
Il contrasto al gioco illegale va letto anche come tutela degli operatori autorizzati. ADM definisce questo aspetto una “chiave di lettura fondamentale”, poiché il modello italiano si basa su un patto di legalità tra Stato e concessionari.
Il recente riordino del gioco a distanza, previsto dal decreto legislativo n. 41 del 2024 ha rafforzato questo quadro, imponendo ai nuovi concessionari requisiti patrimoniali, impegni finanziari e piani di investimento dedicati anche al gioco responsabile. ADM ricorda che i nuovi concessionari sono 52.
Chi opera fuori dal sistema, invece, non sostiene gli stessi costi, non rispetta gli stessi obblighi e non offre le stesse garanzie ai consumatori. Per questo, l’offerta illegale rappresenta anche una forma di concorrenza sleale, capace di alterare il mercato e di penalizzare chi investe nella legalità.
Secondo ADM, difendere la rete legale significa proteggere i cittadini da frodi e dall’assenza di tutele, ma anche preservare le risorse destinate all’Erario. Nel 2025, le entrate complessive dal settore dei giochi hanno superato gli 11,4 miliardi di euro.
Il riordino passa dalla capacità di far rispettare le regole
La prossima fase del gioco pubblico italiano non dipenderà soltanto dalle nuove norme, ma anche dalla capacità di farle rispettare. Il riordino dell’online ha già definito un nuovo perimetro regolatorio, mentre la rete fisica resta il dossier più complesso, anche per il rapporto con i territori, gli enti locali, le sale, gli apparecchi e i punti vendita.
In questo scenario, controlli e riforma non sono due piani separati. La legalità diventa una condizione di competitività. Un mercato regolato può funzionare solo se l’offerta autorizzata è riconoscibile, controllata e protetta dalla pressione del mercato nero.
La lotta all’illegalità, quindi, non è un capitolo secondario del riordino. È uno dei criteri con cui si misurerà la credibilità della prossima fase del gioco pubblico in Italia.
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