Al SiGMA Central Europe di Roma, nel novembre 2025, un panel intitolato Gaming Trend Wars: 2025 Reality vs 2026 Game-Changers, promosso da SOFTSWISS, ha portato queste sfide in primo piano.
Promosso da SOFTSWISS e moderato da Ivan Montik, fondatore di SOFTSWISS, il dibattito ha visto la partecipazione di Heathcliff Farrugia, direttore operativo di SiGMA Group, Pierre Lindh, co-fondatore e amministratore delegato di NEXT.io, e Denis Ristic, amministratore delegato di Popiplay, ognuno dei quali ha offerto prospettive su regolamentazione, media e sviluppo di prodotto.
Frammentazione normativa
Aprendo il panel, Montik ha chiesto se regolatori e operatori del settore possano collaborare senza spingere l’attività verso l’estero. Per Lindh, il problema è che in Europa manca una voce unitaria del settore. “Negli Stati Uniti, le industrie si uniscono per collaborare a beneficio dell’intero ecosistema”, ha affermato Lindh, indicando la Associazione Americana del Gioco (American Gaming Association) come esempio di lobbying collettivo efficace. “In Europa, il settore è molto più frammentato, il che ci rende più vulnerabili a una regolamentazione priva del contributo dell’industria.”
Sebbene in Europa esistano numerose associazioni nazionali di categoria, Lindh ha sostenuto che siano sottofinanziate e operino in compartimenti stagni. “Non abbiamo nulla che riunisca davvero il settore in un’unica voce”, ha aggiunto, suggerendo che un cambiamento significativo richiederebbe che i principali operatori investano risorse e leadership in un’iniziativa paneuropea.
Un’armonizzazione realistica
Farrugia ha concordato sul fatto che la frammentazione resti una delle sfide maggiori del settore. “Abbiamo abbandonato il sistema di passaporto delle licenze nell’UE, e non credo che tornerà presto”, ha detto.
Tuttavia, Farrugia intravede margini di progresso. Sebbene il regime fiscale rimarrà differenziato da Stato a Stato secondo il modello del punto di consumo, ha sostenuto che l’armonizzazione in altre aree sia ormai necessaria. “Ora che le tasse vengono pagate dove avviene il consumo, perché non iniziamo a discutere di come i cittadini europei debbano essere tutelati in modo più coerente?”
Ha avvertito che costi di conformità eccessivi stanno mettendo gli operatori regolamentati in una posizione insostenibile. “Gli operatori stanno spendendo più soldi per la compliance che per il prodotto”, ha osservato Farrugia, aggiungendo che una regolamentazione eccessiva rischia di favorire gli operatori illegali, che non affrontano tali oneri.
Mercati e prodotti grigi
Lindh ha introdotto un cambiamento chiave nel modo di pensare, passando dai mercati grigi ai prodotti grigi. “In Europa parliamo di mercati grigi. Negli Stati Uniti parlano di prodotti grigi: sweepstakes, prediction markets, mystery boxes”, ha detto.
Questi prodotti operano attraverso quadri normativi alternativi, consentendo esperienze simili al gioco d’azzardo senza licenze tradizionali. Lindh ha evidenziato come i prediction markets negli Stati Uniti, regolati dalla Commissione per il Commercio dei Futures (CFTC – Commodity Futures Trading Commission), abbiano sconvolto gli operatori consolidati. “DraftKings ha perso il 45% della sua capitalizzazione di mercato anche a causa dell’ascesa dei prediction markets”, ha affermato, sottolineando come le scappatoie normative possano ridefinire la concorrenza.
Ha suggerito che l’Europa potrebbe, prima o poi, seguire la stessa strada. “È un’opportunità evidente per gli operatori europei esplorare altri quadri legali per offrire prodotti simili al gioco d’azzardo”, ha detto Lindh, presentando l’innovazione come tattica di sopravvivenza e strumento di negoziazione con i regolatori.
Intrattenimento per la nuova generazione
Dal lato B2B, Ristic ha evidenziato il crescente divario tra regolamentazione e pubblico giovane. “Le nuove generazioni non vogliono solo giocare, vogliono intrattenimento. Vogliono i giochi che gli streamer stanno giocando, i giochi che contano”, ha affermato.
Ristic ha avvertito che regole sempre più restrittive limitano la capacità del settore di innovare. “Per creare ciò che vogliono i giocatori più giovani servono tempo e denaro. Se la regolamentazione diventa più restrittiva, avremo meno dell’uno e dell’altro”, ha detto.
Sebbene la regolamentazione porti dati, chiarezza e struttura, aumenta anche i costi e riduce il ritorno sull’investimento, soprattutto per gli studi più piccoli. “Quando un gioco viene approvato, stai già lavorando alla versione tre o quattro”, ha aggiunto Farrugia, sostenendo una regolamentazione basata sui risultati anziché prescrittiva.
Guardando al 2026
Alla domanda su quale potrebbe essere un potenziale elemento di svolta, Lindh ha espresso un cauto ottimismo. “Spero di vedere discussioni più rapide sull’armonizzazione dell’UE”, ha detto. Ristic, invece, si è concentrato sull’evoluzione del prodotto: “Giochi migliori, prodotti più coinvolgenti e esperienze più esclusive.”
Il panel ha concluso che la coesistenza tra regolamentazione, innovazione e intrattenimento è possibile, ma solo se il settore e i regolatori evolvono insieme, anziché in opposizione. Partecipa a uno dei nostri prossimi eventi globali, dove i leader del settore analizzeranno la prossima ondata di regolamentazione, innovazione e intrattenimento nell’iGaming.





