Il dibattito sulla legge maltese sul gioco online è tornato a Bruxelles. L’eurodeputato Martin Schirdewan (The Left) ha chiesto chiarimenti alla Commissione europea sui tempi dell’analisi della normativa di Malta.
L’iniziativa rientra nella procedura di infrazione contro Malta avviata dalla Commissione europea. Finora Bruxelles non ha dato indicazioni precise sui tempi per concludere la valutazione giuridica.
Schirdewan ha chiesto alla Commissione una scadenza chiara per completare l’esame delle osservazioni di Malta. Ha chiesto anche se sia possibile fissare una data per la conclusione dell’analisi e la decisione sulle prossime misure.
La risposta della Commissione europea e l’analisi ancora in corso
La nuova interrogazione segue di pochi giorni la risposta della Commissione europea del 2 febbraio 2026 a una precedente domanda parlamentare sullo stesso tema. In quell’occasione l’esecutivo europeo aveva confermato di essere ancora impegnato nella valutazione delle argomentazioni inviate dal governo maltese sulla normativa nazionale in questione.
Bruxelles aveva spiegato che, completato l’esame delle osservazioni, avrebbe deciso come procedere. Tuttavia, non era stata indicata alcuna scadenza per concludere l’analisi.
L’assenza di una tempistica precisa ha portato Schirdewan a presentare una nuova interrogazione per chiedere maggiore chiarezza sui tempi della decisione della Commissione.
Il caso della “Bill 55” e la modifica al Gaming Act
Al centro della controversia europea c’è una modifica del 2023 alla legislazione maltese sul gioco online. È conosciuta come “Bill 55” e oggi fa parte del Gaming Act.
La norma stabilisce che i tribunali maltesi possano rifiutare il riconoscimento o l’esecuzione di alcune decisioni giudiziarie emesse da altri Stati membri dell’Unione europea nei confronti di operatori di gioco online titolari di licenza rilasciata a Malta.
La disposizione permette ai giudici maltesi di non eseguire sentenze straniere ritenute in contrasto con l’ordine pubblico nazionale o con il quadro regolatorio maltese del gaming.
La norma è stata introdotta mentre in diversi Paesi europei erano in corso molte cause contro operatori di gioco online con licenza maltese.
Il possibile conflitto con il diritto dell’Unione europea
Secondo la Commissione europea, la normativa maltese potrebbe entrare in conflitto con il regolamento UE n. 1215/2012, noto come Regolamento Bruxelles I bis, che disciplina la giurisdizione e il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie in materia civile e commerciale all’interno dell’Unione europea.
Il sistema europeo si basa sulla fiducia reciproca tra gli ordinamenti giudiziari degli Stati membri. Questo principio impone il dovere di riconoscere ed eseguire le decisioni giudiziarie degli altri Paesi dell’Unione, salvo eccezioni per l’ordine pubblico.
Bruxelles ritiene che la norma di Malta possa ostacolare il funzionamento della cooperazione giudiziaria tra Stati membri.
Nel giugno 2025, la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato membro e chiesto chiarimenti a La Valletta sulla compatibilità della normativa con il diritto dell’Unione.
La posizione del governo maltese
Le autorità maltesi hanno difeso la legittimità della normativa contestata sostenendo che la disposizione non introduce un’immunità generalizzata per le società di gioco con licenza nazionale.
Secondo il governo di Malta, la norma ribadisce solo un principio già presente nel diritto europeo: uno Stato membro può rifiutare l’esecuzione di una sentenza straniera se contraria ai principi fondamentali del proprio ordinamento. La norma tutela il modello regolatorio nazionale. Questo sistema si basa su licenze e permette agli operatori con sede a Malta di offrire servizi anche in altri Paesi europei.
Un dossier seguito da vicino dall’industria del gaming
L’industria europea del gioco online segue con attenzione il confronto tra Bruxelles e Malta. Malta è uno dei principali hub regolatori dell’iGaming in Europa e ospita numerosi operatori internazionali.
L’esito della procedura di infrazione potrebbe comportare il rischio di restrizioni o cambiamenti normativi significativi per il settore del gaming online europeo. In particolare, potrebbe incidere sul modo in cui le regole nazionali si coordinano con il principio di riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie nell’Unione, potenzialmente ostacolando l’armonizzazione del mercato.
Dopo l’analisi delle osservazioni di Malta, la Commissione europea deciderà se chiudere il caso o procedere con altri passaggi formali. Una delle opzioni è il rinvio della questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
La nuova interrogazione di Schirdewan vuole una risposta chiara sui tempi della decisione. Questo passaggio potrebbe aiutare a chiarire uno dei dossier più delicati degli ultimi anni sul rapporto tra le regole nazionali e il diritto europeo nel settore del gioco online.
Entra nel vivo dell’azione! Unisciti alla più grande community iGaming al mondo con la Top 10 News di SiGMA. Iscriviti QUI per ricevere aggiornamenti settimanali, approfondimenti esclusivi e offerte riservate agli abbonati.




