Durante il BiS SiGMA South America 2026 a San Paolo, ospitato al Transamerica Expo Center, l’Itaim Stage ha accolto il panel “Physical or Digital? Between Boundaries and Convergences in the Casino Industry” (Fisico o digitale? Tra confini e convergenze nell’industria dei casinò). Riunendo esperti provenienti da tutto l’ecosistema del gaming, la sessione ha esplorato come l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa stiano ridefinendo il rapporto tra casinò terrestri e piattaforme digitali.
Tra i relatori figuravano Leonardo Benites, direttore fondatore di ANCASSINOS, Luiz Felipe Maia, partner e avvocato presso Maia Yoshiyasu Law Firm, Bryan Ortiz, direttore di Zitro Digital Brasil, Marco Pequeno, country manager di Amusnet, Fernando Mora, responsabile dello sviluppo commerciale di Sportradar Brazil, e Jordi Sendra, amministratore delegato di ALEA. Insieme, hanno analizzato la crescente transizione verso modelli ibridi e esperienze integrate per i giocatori.
Una convergenza già in atto
Fin dall’inizio, il panel ha chiarito che la convergenza tra fisico e digitale non è più un’ipotesi. Come ha osservato il moderatore Leonardo Benites, “non si tratta più di una scelta, ma di un’integrazione”, indicando un ecosistema in rapida evoluzione in cui tecnologia e regolamentazione stanno naturalmente avvicinando i due mondi.
Bryan Ortiz ha rafforzato questa idea, sfidando la percezione di competizione tra i canali. “Il digitale non sostituisce il fisico, lo completa”, ha affermato, evidenziando come le strategie omnicanale stiano ridefinendo i percorsi degli utenti. I giocatori, infatti, non scelgono più tra esperienze online o terrestri, ma si muovono sempre più fluidamente tra entrambe.
Questo cambiamento è alimentato anche dall’evoluzione dei comportamenti dei consumatori. Nel periodo post-pandemico, ha osservato Ortiz, i giocatori cercano nuovamente esperienze sociali e in presenza, creando un’opportunità per le sedi fisiche di valorizzare la portata e l’accessibilità delle piattaforme digitali. Il risultato è un ambiente più connesso, in cui dati, personalizzazione ed esperienza utente diventano centrali.
L’opportunità brasiliana
Un tema centrale della discussione è stata la posizione unica del Brasile, un mercato che ha regolamentato il betting digitale prima di definire pienamente il quadro dei casinò terrestri. Questo crea sfide, ma apre anche la possibilità di costruire un sistema più avanzato e integrato fin dalle fondamenta.
Ortiz ha citato sviluppi normativi come sistemi cashless, identificazione dei giocatori e piattaforme collegate al governo come strumenti chiave per garantire trasparenza. “Sarà molto difficile negare tasse e riciclaggio di denaro”, ha spiegato, sottolineando come questi strumenti possano creare “sicurezza, controllo, [e] trasparenza” in entrambi i canali.
Tuttavia, per Luiz Felipe Maia, il panorama legale rimane una variabile critica. Ha evidenziato che le prossime decisioni giudiziarie e legislative potrebbero influenzare in modo significativo ritmo e struttura della convergenza. “Abbiamo argomentazioni giuridiche molto solide”, ha affermato, riferendosi ai dibattiti in corso sulla regolamentazione del gioco, pur avvertendo che cambiamenti improvvisi potrebbero creare instabilità se non gestiti con attenzione.
La visione comune è stata chiara: una regolamentazione efficace deve trovare un equilibrio che abiliti l’innovazione garantendo al contempo tutela dei consumatori e integrità del mercato.
Comunità digitali ed esperienze fisiche
Fernando Mora ha portato una prospettiva incentrata sul consumatore, evidenziando come le piattaforme digitali abbiano già costruito comunità solide che possono trasferirsi negli spazi fisici.
“Il digitale ha già creato diverse comunità per ogni sport”, ha spiegato, riferendosi ai vasti ecosistemi nati da social media, piattaforme di messaggistica e streaming.
Queste comunità rappresentano una grande opportunità per i casinò terrestri. Sfruttando i dati dei giocatori e le partnership con operatori online, le sedi fisiche possono creare esperienze personalizzate in grado di attrarre e fidelizzare gli utenti. Mora ha descritto il potenziale di momenti condivisi e sociali (fan che si riuniscono per guardare eventi, piazzare scommesse e celebrare le vincite insieme) come un vantaggio chiave degli ambienti fisici.
“C’è un potenziale gigantesco… perché le persone escano solo dal digitale… per andare nel fisico”, ha affermato. Questa fusione tra engagement digitale e interazione reale è il cuore della visione omnicanale.
Adattare i modelli globali alle realtà locali
Con l’avanzare della convergenza, la localizzazione diventerà essenziale. Sebbene i mercati internazionali offrano lezioni preziose, saranno le specificità culturali e comportamentali del Brasile a determinare come questi modelli verranno applicati.
I relatori hanno osservato che le strategie iniziali potranno riflettere quelle dei mercati più maturi, ma il successo a lungo termine dipenderà dalla capacità di adattamento. Dal design dei giochi alle preferenze sportive, gli operatori dovranno allineare le loro offerte alla domanda locale, mantenendo al contempo standard globali di qualità e conformità.
In definitiva, la convergenza significa creare un ecosistema fluido e centrato sul giocatore, in cui canali digitali e fisici si potenziano a vicenda anziché competere.
Un futuro pienamente integrato
Man mano che i confini tra gaming fisico e digitale continuano a sfumare, il panel ha chiarito che il futuro dell’industria dei casinò risiede nella convergenza, dove strategie omnicanale, regolamentazione intelligente e innovazione orientata al giocatore lavorano in sinergia.
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