Con una mossa destinata a cambiare per sempre il panorama nordico del gioco online, la Finlandia ha intrapreso un processo radicale di riforma del suo sistema normativo, voltando le spalle al modello monopolistico che per anni ha regolato il mercato. È l’inizio di una nuova era: più trasparente, più aperta alla concorrenza, ma soprattutto più attenta alla tutela del giocatore.
Il contesto: una transizione annunciata
La svolta finlandese non arriva dal nulla. Già dal 2023, il governo di centrodestra guidato da Petteri Orpo aveva inserito nel proprio programma l’obiettivo di superare il monopolio di Veikkaus – l’operatore statale – in favore di un modello fondato su licenze multiple. L’ambizione era duplice: ridurre l’accesso al gioco d’azzardo non regolamentato e migliorare i controlli sui danni sociali derivanti dal gambling.
Dopo una fase di consultazione durata oltre un anno, il disegno di legge è stato presentato al Parlamento a marzo 2025. Tre regolamenti attuativi – oggi in fase di standstill presso la Commissione Europea – completano l’architettura normativa. La scadenza per eventuali osservazioni da parte degli Stati membri è fissata al 10 novembre 2025.
Contributi di vigilanza: così si finanzierà il nuovo sistema
Uno degli aspetti chiave della riforma riguarda il finanziamento delle attività di controllo. Il primo regolamento, infatti, stabilisce nel dettaglio come gli operatori dovranno versare i cosiddetti contributi di vigilanza. Questi saranno calcolati sulla base del margine lordo di gioco e dovranno essere comunicati secondo scadenze prefissate all’autorità competente.
Per i nuovi entranti, è previsto un meccanismo agevolato per il primo anno. L’entrata in vigore di questa normativa è fissata per il 1° gennaio 2027, data che coincide con il pieno avvio delle operazioni degli operatori titolari di licenza. L’obiettivo? Garantire una copertura trasparente dei costi sostenuti dall’autorità di vigilanza e rafforzare la coerenza delle azioni amministrative.
Licenze: un sistema aperto ma rigoroso
Cuore pulsante della riforma è il secondo regolamento, che introduce un sistema di rilascio delle licenze improntato alla trasparenza e all’efficienza. L’era del monopolio statale lascia così spazio a una pluralità di operatori, purché rispettino standard rigorosi.
Il regolamento disciplina ogni aspetto della procedura: dai requisiti documentali alla modalità di presentazione della domanda, passando per gli obblighi informativi verso l’autorità di controllo. Non sarà più sufficiente inviare un dossier: i futuri licenziatari dovranno dimostrare, in modo puntuale, di essere in grado di operare secondo i principi di responsabilità e prevenzione del danno.
Il nuovo sistema sarà operativo dal 1° gennaio 2026. Ma le licenze diventeranno effettive solo nel 2027. Si apre così una finestra temporale fondamentale per preparare il terreno e garantire una transizione ordinata.
Rendicontazione annuale: il perno della trasparenza
Il terzo pilastro della riforma riguarda l’obbligo di rendicontazione annuale. Non si tratta solo di un adempimento burocratico, ma di un meccanismo strategico per garantire una vigilanza proattiva da parte delle autorità.
Ogni licenziatario dovrà presentare un rapporto scritto contenente una panoramica dell’attività dell’anno precedente, il bilancio, le iniziative di promozione del gioco, un piano operativo per l’anno successivo, un piano di autocontrollo e informazioni dettagliate sulle misure adottate per ridurre il rischio di dipendenza e manipolazione degli eventi sportivi.
L’obiettivo dichiarato è duplice: individuare tempestivamente eventuali aree di rischio e rafforzare il livello di conformità dell’intero sistema. Un approccio moderno e analitico, che mette la responsabilità al centro della regolazione.
Uno sguardo all’Europa: il ruolo di Malta
A destare attenzione nel contesto europeo è stata anche la posizione di Malta, che ha presentato osservazioni formali sui testi notificati dalla Finlandia. Secondo fonti autorevoli, la posizione maltese riguarda principalmente la compatibilità del nuovo sistema con la libertà di prestazione dei servizi prevista dal diritto comunitario.
Proprio in virtù di queste osservazioni, la Commissione ha prorogato il periodo di standstill, bloccando temporaneamente l’adozione dei regolamenti attuativi. Un passaggio che potrebbe influenzare anche altri Paesi intenzionati a riformare i propri mercati del gioco online.
Un laboratorio nordico per l’Europa?
Il nuovo sistema finlandese rappresenta un interessante caso di studio per l’intero continente. Coniugare apertura del mercato e tutela dei consumatori non è impresa semplice, ma Helsinki sembra aver tracciato una rotta precisa.
Molto dipenderà dalla fase di implementazione: trasparenza, tecnologia, collaborazione tra autorità e operatori saranno gli ingredienti decisivi per il successo. Se la scommessa riuscirà, la Finlandia potrebbe diventare il punto di riferimento per un nuovo modello europeo di regolazione del gioco d’azzardo online.
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