La riforma del gioco fisico entra nella fase più delicata del confronto politico italiano. Alla Camera dei Deputati maggioranza e opposizioni si sono confrontate sulle mozioni dedicate al futuro del gioco pubblico, un settore che nei prossimi mesi sarà chiamato ad affrontare una delle trasformazioni normative più importanti degli ultimi anni.
Il dibattito arriva mentre il Governo lavora al completamento della delega fiscale, dopo il primo intervento sul comparto online con il decreto legislativo 41/2024 sul riordino dei giochi a distanza. Il prossimo passaggio riguarda la rete fisica: punti vendita, concessioni, distribuzione territoriale e rapporti tra Stato, Regioni ed enti locali. Al centro dello scontro resta una questione che riguarda l’intera industria europea del gaming: quale equilibrio costruire tra un mercato regolamentato competitivo, il contrasto agli operatori illegali e la tutela dei consumatori più vulnerabili.
Le opposizioni hanno criticato soprattutto la scelta del Governo di proporre una riformulazione comune degli impegni contenuti nelle diverse mozioni parlamentari. Secondo i gruppi di minoranza, temi complessi come la prevenzione, la sanità pubblica e la regolazione dell’offerta richiederebbero interventi più incisivi. La maggioranza, invece, difende il percorso avviato con la legge delega e sostiene la necessità di evitare approcci proibizionistici, puntando su regole uniformi, sulla tecnologia e sulla responsabilizzazione degli operatori autorizzati.
Italia Viva: completare la riforma e garantire stabilità normativa
Tra gli interventi dell’opposizione, Roberto Giachetti del partito Italia Viva ha evidenziato la necessità di completare il riordino del settore, pur riconoscendo al contempo il ruolo economico del gioco pubblico italiano.
“La nostra mozione riguarda un tema delicato: il gioco pubblico e la prevenzione delle dipendenze. I dati della relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze confermano la rilevanza del settore: nel 2025 la raccolta ha superato i 164 miliardi di euro”, ha dichiarato Giachetti durante il dibattito parlamentare.
Per Italia Viva, il completamento della delega fiscale rappresenta un passaggio fondamentale per superare anni di proroghe e costruire un quadro più stabile per imprese, istituzioni e consumatori. La riforma della rete fisica dovrà quindi offrire certezza agli operatori autorizzati, ma anche rafforzare gli strumenti di prevenzione e di controllo.
Nel suo intervento Giachetti ha richiamato anche il ruolo della tecnologia. Intelligenza artificiale e nuovi strumenti digitali potrebbero diventare alleati nell’individuazione di comportamenti problematici, nel miglioramento dei sistemi di autoesclusione e nell’aumento della protezione dei giocatori. Un’attenzione particolare riguarda anche i più giovani, con il tema delle loot box nei videogiochi e la necessità di monitorare fenomeni digitali che presentano nuove sfide regolatorie.
Le opposizioni: il nodo tra crescita economica e impatto sociale
Le posizioni più critiche verso l’attuale modello sono arrivate dai partiti Alleanza Verdi e Sinistra e dal Movimento 5 Stelle, che hanno spostato il confronto dal piano industriale a quello sociale.
Devis Dori, intervenuto per AVS sulla mozione presentata da Luana Zanella, ha sottolineato la forte crescita del settore: “Il mercato del gioco in Italia continua a espandersi a ritmi sostenuti e si conferma tra i comparti più dinamici dell’economia nazionale”, ha dichiarato.
Secondo i dati richiamati nel corso della discussione, la raccolta complessiva del gioco pubblico ha raggiunto circa 165 miliardi di euro nel 2025, mentre il canale online ha superato i 100 miliardi di euro. Numeri che, per le opposizioni, confermano il peso industriale del comparto, ma che aprono anche interrogativi sul rapporto tra entrate fiscali, diffusione dell’offerta e costi sociali. Il partito AVS chiede quindi maggiore attenzione alla prevenzione, al ruolo degli enti locali, alla trasparenza dei dati e agli strumenti di contrasto al gioco patologico.
Movimento 5 Stelle: “La priorità deve essere la salute”
Il Movimento 5 Stelle, attraverso l’intervento del deputato Andrea Quartini, ha incentrato la propria posizione soprattutto sull’impatto sanitario del fenomeno: “Oggi parliamo di un tema serio, parliamo della salute, che nel nostro Paese riguarda almeno un milione e mezzo di persone, e dell’azzardo”, ha affermato Quartini.
Secondo il M5S, il gioco pubblico non può essere valutato soltanto in base al contributo economico generato dal settore, ma deve tenere conto delle conseguenze sulle persone più fragili e sulle famiglie coinvolte. Il deputato ha evidenziato una tensione tra gli obiettivi fiscali e la tutela sanitaria: “C’è una contraddizione evidente tra le esigenze di cassa e quelle di salute”, ha dichiarato. Per il Movimento servono maggiori strumenti di prevenzione, un ruolo più forte della sanità pubblica e controlli efficaci contro il gioco minorile e gli operatori non autorizzati.
Azione: serve un quadro nazionale più chiaro
Una posizione incentrata soprattutto sulla necessità di certezza normativa è arrivata da Giulio Cesare Sottanelli del partito Azione. Il deputato ha richiamato una delle criticità storiche del mercato italiano: la frammentazione delle norme.
“Oggi non abbiamo un testo unico che racchiuda tutte le normative sul gioco. Questo crea incertezze sia per gli operatori e le imprese sia per chi deve controllare”, ha spiegato. Secondo Azione, il riordino della rete fisica dovrà puntare su regole nazionali più omogenee, in grado di superare le differenze territoriali che negli anni hanno creato difficoltà interpretative.
Sottanelli ha inoltre evidenziato il problema del gioco illegale online, citando una stima di circa 30 miliardi di euro riconducibili a piattaforme non autorizzate. La sfida, secondo questa prospettiva, è consentire allo Stato di mantenere capacità di controllo anche in un mercato sempre più digitale e internazionale.
La maggioranza: “No al proibizionismo, serve regolazione responsabile”
Dalla maggioranza è arrivata una difesa del percorso intrapreso dal Governo. Per Forza Italia, il deputato Fabrizio Sala ha sostenuto la necessità di affrontare il settore senza approcci ideologici.
“Diciamo no al proibizionismo e no alla liberalizzazione incontrollata: la via è la regolazione responsabile”, ha dichiarato. Secondo Sala, il gioco è un fenomeno che deve essere regolamentato con norme efficaci, perché la riduzione dello spazio legale rischierebbe di rafforzare proprio gli operatori clandestini. “Quando lo Stato arretra, il gioco non scompare: avanza il gioco illegale e, dove arriva il gioco illegale, arrivano le mafie”, ha aggiunto.
Anche dalla Lega è arrivato il sostegno a un modello basato sul controllo e sulla responsabilizzazione. Andrea De Bertoldi ha richiamato il principio della libertà individuale, sottolineando al contempo la necessità di evitare che il nuovo assetto penalizzi le piccole e medie imprese italiane del settore.
Fratelli d’Italia: la riforma è già in corso
A chiudere il fronte della maggioranza è stato Luciano Ciocchetti di Fratelli d’Italia, che ha difeso il lavoro avviato con la delega fiscale.
“Non siamo in assenza di indirizzo politico, al contrario di quanto è stato raccontato”, ha dichiarato. Secondo Ciocchetti, la legge 111/2023 ha già definito il percorso generale della riforma e il Governo dovrà ora completare il riordino della rete fisica attraverso il confronto con le Regioni e gli enti locali. Il deputato ha inoltre ricordato il ruolo storico della regolamentazione nella lotta al mercato clandestino.
“Voglio ricordare che la progressiva legalizzazione dei giochi pubblici è nata per limitare il gioco gestito dalle mafie”, ha spiegato. Per il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, la sfida principale sarà trovare un equilibrio tra la tutela della salute, il contrasto all’illegalità e il mantenimento di un’offerta regolamentata.
La sfida italiana tra tecnologia, mercato e tutela
Il dibattito alla Camera conferma che la riforma del gioco fisico rappresenta uno dei passaggi più importanti per il futuro del settore italiano. L’Italia resta uno dei principali mercati regolamentati europei e le scelte dei prossimi mesi saranno osservate con attenzione dall’industria internazionale dell’iGaming.
Da una parte, emerge la necessità di rafforzare la prevenzione, la tutela dei consumatori e il controllo pubblico. Dall’altra parte, la necessità di garantire stabilità normativa agli operatori autorizzati e di mantenere competitivo il mercato legale. Il nuovo equilibrio passerà dalla capacità dello Stato di elaborare una regolamentazione in grado di coniugare tecnologia, responsabilità sociale e contrasto agli operatori illegali.
La riforma della rete fisica definirà quindi non soltanto il futuro del gioco pubblico in Italia, ma anche il ruolo del Paese nel più ampio scenario europeo del gaming regolamentato.
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