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Nessun finanziamento UE alle società di gioco con licenza maltese: la posizione della Commissione Europea

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Con una risposta ufficiale, il Commissario europeo Michael McGrath, responsabile per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha escluso che le società di gioco con licenza maltese beneficino di fondi dell’Unione europea, né in via diretta né indiretta. Questa precisazione è arrivata in risposta all’interrogazione parlamentare dell’eurodeputato Daniel Freund (Verdi/ALE), che ha sollevato dubbi in merito a possibili flussi finanziari verso i giganti dell’iGaming operanti sotto la regolamentazione maltese.

Malta hub dell’iGaming e “Bill 55”: focus sul contesto

Malta ospita oggi 321 operatori con licenza, tra cui nomi noti come Flutter (PokerStars), Bet365, 888, Betsson, Betway e Tipico. Questo dato testimonia la centralità dell’isola nel panorama europeo dell’iGaming, trasformata nel corso degli anni in un centro regolatorio avanzato.

Il cuore della controversia è l’introduzione, nel 2023, dell’Article 56A (conosciuto anche come “Bill 55”) nel Gaming Act maltese, che permette ai giudici locali di rifiutare l’esecuzione di sentenze straniere ritenute in contrasto con la normativa o l’ordine pubblico maltesi. La Commissione europea ritiene che questa disposizione intacchi i principi fondamentali della libera circolazione dei provvedimenti giurisdizionali tra Stati membri e della fiducia reciproca tra sistemi giudiziari.

La difesa ufficiale di Malta

Il governo maltese e la Malta Gaming Authority hanno replicato con fermezza, sostenendo che Article 56A non introduce nuovi ostacoli, ma codifica una linea di politica pubblica coerente con l’eccezione d’ordine pubblico già prevista dal diritto europeo. Secondo le autorità maltesi, la normativa risponde alla necessità di proteggere l’integrità del proprio modello regolatorio, fondato su un sistema “point-of-supply” che consente l’offerta transfrontaliera dei servizi.

Gli sviluppi giuridici imminenti

Ad oggi, 9 settembre 2025, la questione resta aperta. Dopo la lettera di contestazione inviata dalla Commissione europea a giugno, il governo maltese ha presentato le proprie argomentazioni difensive. Bruxelles sta valutando la risposta e deciderà se avanzare alla fase successiva con un “parere motivato”, che rappresenterebbe l’ultimo avvertimento prima di un deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Se la Commissione riterrà insufficienti le spiegazioni di Malta, il caso potrebbe finire davanti ai giudici di Lussemburgo. Un pronunciamento della Corte stabilirebbe un precedente vincolante, con effetti immediati sia sulla regolamentazione del gioco online che sulla cooperazione giudiziaria tra Stati membri. Per gli operatori con licenza maltese, il rischio è di trovarsi esposti a un maggior numero di azioni legali avviate in altri Paesi dell’UE, con un conseguente incremento dei costi e delle incertezze.

L’esito di questo confronto non sarà solo tecnico. Potrà ridefinire i confini tra l’autonomia normativa di uno Stato membro e l’esigenza di uniformità giuridica che Bruxelles ritiene essenziale per il mercato unico digitale. L’attenzione resta quindi alta, sia da parte delle istituzioni comunitarie sia da parte dell’industria dell’iGaming.

Un bivio regolatorio per l’Europa dell’iGaming

Il dibattito tra Malta e la Commissione europea non è una questione marginale, ma un banco di prova cruciale per il futuro del settore iGaming nell’Unione. Da un lato, c’è la necessità di difendere la sovranità normativa di uno Stato membro che ha costruito un ecosistema competitivo e solido; dall’altro, l’esigenza di preservare l’integrità del mercato unico e la certezza giuridica per i consumatori e le imprese.

Nei prossimi mesi, la decisione della Commissione sull’eventuale avanzamento della procedura determinerà il passo successivo di una vicenda che rischia di segnare la storia del gioco online europeo. L’iGaming si trova così a un bivio, sospeso tra la pluralità dei modelli nazionali e la spinta verso una maggiore armonizzazione comunitaria.

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