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Svezia: la nuova stretta sugli operatori offshore mette in luce le difficoltà del mercato dei casinò online

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

La Svezia torna a far parlare di sé nel panorama del gioco regolamentato con un provvedimento che conferma la sua linea dura contro gli operatori privi di licenza. L’autorità nazionale per il gioco d’azzardo, la Spelinspektionen, ha infatti emesso un divieto nei confronti di Altacore NV, società con sede a Curaçao, attiva attraverso il portale wino.casino e altri brand del settore.

L’azienda è accusata di aver rivolto in maniera mirata la propria offerta ai giocatori svedesi senza possedere una regolare autorizzazione, violando quindi le norme vigenti. Un comportamento che testimonia come gli operatori offshore continuino a rappresentare un fronte difficile da arginare, nonostante la riforma del 2019 avesse come obiettivo proprio il rafforzamento del controllo statale.

Le strategie della Spelinspektionen

L’azione intrapresa dall’ente regolatore non è un caso isolato. La Spelinspektionen ha infatti già dimostrato in passato di poter contare su strumenti più incisivi, come il blocco diretto dei domini web delle piattaforme non autorizzate. Tuttavia, nel caso specifico di wino.casino non è ancora chiaro se sia stata applicata questa misura.


Attraverso un comunicato ufficiale, l’autorità ha ribadito la propria missione: «L’Autorità svedese per il gioco dà priorità a misure che contribuiscano a garantire che il gioco d’azzardo avvenga presso operatori con una licenza svedese». Una dichiarazione che sottolinea l’importanza della canalizzazione dei giocatori verso il circuito legale.

Il nodo dei casinò online

Il segmento che desta maggiori preoccupazioni resta quello dei casinò online, considerato dal governo svedese il punto più vulnerabile del sistema. Sin dal 2019, anno in cui Stoccolma ha messo fine al monopolio di Svenska Spel introducendo un regime multi-licenza, il mercato ha mostrato difficoltà a spostare i consumatori verso l’offerta regolamentata.

Mentre le scommesse sportive online hanno registrato tassi di canalizzazione brillanti, oscillanti tra il 92% e il 96%, il comparto casinò resta indietro, con valori compresi tra il 72% e l’82%. È proprio in quest’area che si concentra la maggior parte dei divieti e degli ordini di blocco emessi dalla Spelinspektionen negli ultimi anni.

Un obiettivo ancora lontano

Il governo svedese ha fissato un target di canalizzazione del 90%, ritenuto un livello minimo per garantire la sostenibilità del sistema regolamentato. Ad oggi, la media complessiva del mercato oscilla tra l’85% e l’87%, un risultato che si avvicina all’obiettivo ma che evidenzia criticità proprio nei casinò online.

Questa differenza mette in luce come la rigidità normativa possa influire sul comportamento dei giocatori, spingendo una parte di essi a preferire operatori non autorizzati, dove bonus più ricchi e limiti meno stringenti rappresentano un richiamo difficile da ignorare.

Limiti e regolamentazione sotto accusa

Secondo diversi osservatori del settore, una delle cause principali di questa fuga verso il gioco illegale risiede nelle restrizioni introdotte dal governo svedese. Negli anni successivi alla riforma, il legislatore ha imposto vincoli severi su bonus e puntate, misure che seppur ammorbidite nel 2021 hanno lasciato strascichi importanti.


La linea dura, pensata per proteggere i consumatori, avrebbe finito per rendere più appetibile l’offerta offshore. I sostenitori di un approccio più flessibile sostengono che regole meno restrittive permetterebbero di recuperare parte del bacino di utenti che oggi continua a rivolgersi ai siti non autorizzati.

Il delicato equilibrio tra tutela e attrattività

Il caso Altacore riapre quindi il dibattito sul difficile equilibrio che ogni mercato regolamentato deve affrontare: proteggere i consumatori senza però rendere troppo rigida l’esperienza di gioco legale. Se il divieto imposto alla società di Curaçao avrà un impatto concreto resta da vedere, ma appare evidente che la semplice emissione di provvedimenti non basta a garantire il rispetto delle regole. La possibilità di aggirare i blocchi tramite VPN o l’apertura di nuovi siti gemelli rappresentano ostacoli che mettono continuamente alla prova la capacità di enforcement della Spelinspektionen.

Una sfida ancora aperta

La Svezia si trova dunque davanti a una sfida complessa e di lunga durata. La riforma del 2019 ha certamente introdotto maggiore trasparenza e ha permesso allo Stato di incassare nuove entrate fiscali, ma il percorso verso un mercato pienamente canalizzato resta in salita.

La battaglia contro gli operatori offshore, come dimostra il caso di Altacore NV, non è destinata a concludersi a breve. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, sarà necessario un approccio più bilanciato che unisca severità e attrattività, garantendo allo stesso tempo un ambiente sicuro per i consumatori e competitivo per gli operatori legali.

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