La Svizzera intensifica la lotta contro il gioco d’azzardo illegale online aggiornando regolarmente la sua blacklist, che ora conta 2.597 siti non autorizzati. Un numero che riflette la crescente determinazione delle autorità elvetiche a proteggere i consumatori e a garantire l’integrità del mercato del gaming digitale.
Il quadro normativo: il Money-Gaming Act e l’importanza della licenza locale
La base giuridica di questo sistema è il Federal Act on Money Games (AMG), entrato in vigore il 1° gennaio 2019, che autorizza il gioco d’azzardo online solo se gestito da operatori svizzeri già attivi offline e in possesso di regolare licenza. Solo i casinò fisici possono richiedere un’estensione per operare online, previa approvazione del Consiglio federale e dell’Ufficio federale dei casinò e dello sport.
Le autorità competenti – la Swiss Gambling Supervisory Authority (Gespa) e la Federal Gaming Board (ESBK) – sono incaricate di sorvegliare, vietare e bloccare l’accesso ai siti illegali. In pratica, gli ISP (provider Internet) in Svizzera sono obbligati a impedire l’accesso via DNS a ogni dominio inserito nella blacklist: un meccanismo che viene aggiornato e pubblicato regolarmente nella Gazzetta Federale.
Aggiornamenti costanti e crescente severità
Già nel 2019, i regolatori avevano pubblicato le prime liste bloccate, includendo nomi noti come Bet365, Unibet e Pinnacle. L’iniziativa ha seguito un referendum popolare del 2018 in cui il 73% dei votanti si era espresso a favore di norme più rigorose per il settore.
Da allora, il numero di domini bloccati è aumentato costantemente. Nel 2021 vennero aggiunti decine di nuovi operatori, tra cui Matchbook, Bahigo, Stake e Wild Tornado. Nel 2023, la blacklist ha quasi raggiunto i 2.000 siti, e nel 2024 Swissinfo confermava che quasi 2.000 casinò online illegali erano stati bloccati dal 2019 ad oggi, avvisando però che si trattava probabilmente solo della punta dell’iceberg.
Misure tecniche e interpretazioni della legge: il ruolo della Corte Suprema
Si è aperto anche un dibattito sull’efficacia delle misure tecniche utilizzate. La questione è stata affrontata dalla Corte Suprema Svizzera, che in diverse sentenze ha stabilito che il geoblocking basato solo su IP non è sufficiente. La misura corretta richiede che gli operatori esteri impediscano attivamente la registrazione di giocatori residenti in Svizzera, non limitandosi a bloccare l’accesso tramite indirizzo IP elvetico.
Questa interpretazione rafforza lo scopo della legge: garantire un reale isolamento degli operatori non autorizzati, impedendo in modo efficace agli utenti svizzeri di accedere a offerte non regolamentate.
Una soluzione chiusa ma controllata
Il sistema svizzero prevede che solo enti con regolare concessione – come Swisslos o Loterie Romande per le lotterie e le scommesse sportive, oppure i casinò terrestri per il poker e i giochi da tavolo – possano operare online. Ogni concessione è limitata e deve rispettare rigide norme su integrità, protezione al consumatore e contrasto alla ludopatia.
Il contenuto di ogni aggiornamento della blacklist viene pubblicato nella Gazzetta Federale, garantendo trasparenza. Anche se i giocatori non rischiano sanzioni penali per l’uso di siti non autorizzati, si espongono a gravi rischi economici e sociali senza alcuna tutela.
Obiettivo: tutela e coerenza
La politica svizzera intende controllare ferocemente l’offerta di gioco per tutelare i consumatori, contrastare frodi e riciclaggio, e destinare parte delle entrate del settore a cause di interesse pubblico. L’approccio rimane un modello chiuso ma controllato che, alcuni osservatori considerano replicabile anche in altri Paesi alle prese con la sfida della regolamentazione dell’iGaming.
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