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Rapporto: i tassi di gioco problematico in Svezia mostrano un calo

Jefferson Mendoza
Scritto da Jefferson Mendoza
Tradotto da Mara Armenante

Secondo un rapporto dell’economista Ola Nevander, commissionato dalla Associazione Svedese per il Gioco d’Azzardo Online (BOS – Swedish Trade Association for Online Gambling), il gioco d’azzardo problematico in Svezia è diminuito in modo costante dalla fine degli anni 2000.​

Questo calo si è verificato nonostante la rapida crescita del mercato del gioco online, caratterizzato da budget di marketing in aumento e da una maggiore accessibilità tecnologica.​

Fondata nel 2012, BOS è diventata una voce centrale nei dibattiti politici e nella definizione degli standard del settore. Rappresentando circa 20 operatori autorizzati dall’Autorità Svedese per il Gioco d’Azzardo (Swedish Gambling Authority), l’associazione funge da ponte tra i decisori politici e l’industria del gioco. Ha sostenuto con coerenza l’adozione di un sistema di licenze uniforme, abbandonando il precedente modello di monopolio che limitava la partecipazione a pochi operatori.​​

Misurare la diffusione del gioco d’azzardo

Per monitorare la diffusione del fenomeno è stato utilizzato il Problem Gambling Severity Index (PGSI). I risultati mostrano che la quota di adulti svedesi classificati come giocatori problematici (punteggio PGSI 3+) è scesa dal 2,2% nel 2008–2009 all’1,3% nel 2021, pari a circa 57.000 persone, una riduzione del 35%.​

I tassi svedesi restano inferiori rispetto a molti Paesi europei, anche se il gioco d’azzardo grave è rimasto relativamente stabile. La vicina Danimarca e la Norvegia registrano tassi di canalizzazione più elevati, mentre la Finlandia è indietro, con una partecipazione regolamentata molto più bassa. Anche il Regno Unito e la Germania mostrano livelli comparabili o superiori, a seconda dei modelli di indagine.​

La categoria più ampia dei giocatori “a rischio” (PGSI 1+) è anch’essa diminuita, con una stima di 200.000 persone in meno nello stesso periodo.​

Stabilità nei casi di gioco d’azzardo grave

Il gioco d’azzardo problematico grave (PGSI 8+) è rimasto relativamente stabile, oscillando tra lo 0,3% e lo 0,6% della popolazione. Tra gli adulti che hanno giocato nell’ultimo anno, la prevalenza è diminuita in modo più marcato: dal 12% nel 2008–2009 a circa il 4% tra il 2018 e il 2021.​

(Fonte: Swedish Trade Association for Online Gambling)

La partecipazione al gioco d’azzardo resta elevata​

Nonostante il calo dei tassi di gioco problematico, la partecipazione complessiva rimane alta. Un sondaggio condotto da Casinofeber ha rilevato che un svedese su sei (18%) ha giocato a casinò online lo scorso anno, mentre quasi uno su quattro (24%) ha effettuato scommesse online.​

I dati demografici dell’Associazione Psicologica Americana (American Psychological Association) mostrano che il gioco d’azzardo problematico è più comune tra gli uomini, i giovani adulti e le persone con uno status socioeconomico più basso. I tassi sono più elevati nella fascia 18–24 anni, e gli uomini riportano costantemente livelli di gioco problematico da due a tre volte superiori rispetto alle donne. I regolatori potrebbero dover orientare gli interventi verso i giovani uomini, che rappresentano il gruppo a rischio più elevato.​

Tassi di canalizzazione in Scandinavia​

BOS ha evidenziato un tasso di canalizzazione della Svezia pari a circa l’85%, leggermente inferiore nel segmento dei casinò online. La Norvegia e la Danimarca registrano tassi più alti (rispettivamente 91,5% e 91%) all’interno di quadri normativi più rigidi, mentre la Finlandia è molto indietro, con un 48%, in attesa delle sue future riforme sulle licenze.​

Autoesclusione e gioco non autorizzato​

Il programma nazionale svedese di autoesclusione, Spelpaus, contava 136.000 utenti a marzo 2026, pari all’1,6% della popolazione adulta. Tuttavia, circa la metà di coloro che si autoescludono continua a giocare tramite operatori non autorizzati, come suggerito da altri sondaggi e dai dati delle linee di assistenza.​

Il Paese deve affrontare anche altre sfide. Una riguarda l’emergere di tecnologie come il gioco basato su criptovalute, inclusi cripto-casinò non regolamentati e piattaforme di scommesse su blockchain, che potrebbero attirare giocatori in cerca di anonimato. Nel frattempo, l’accessibilità tramite dispositivi mobili aumenta ulteriormente i rischi per i giocatori più giovani, che potrebbero iniziare a giocare prima.​

I responsabili politici dovranno trovare un equilibrio tra protezione dei consumatori e competitività del mercato, assicurando che la regolamentazione evolva con la stessa rapidità della tecnologia.

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