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California, il Senato e l’Assemblea approvano l’AB 831: ora la parola al Governatore

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

La California compie un passo decisivo nella regolamentazione del gioco online. L’Assembly Bill 831 (AB 831), che vieta i casinò con premi e gli sweepstakes online basati su doppia valuta, ha ottenuto un consenso schiacciante in entrambe le Camere: il Senato ha approvato 36-0 e l’Assemblea ha ratificato con 79-0. Il provvedimento è ora “enrolled”, in attesa dell’ultimo passaggio: la firma del Governatore.

Il disegno di legge, introdotto dal deputato Avelino Valencia, nasce da un processo di “gut-and-amend” che ha trasformato un testo precedente, e risponde alle pressioni di numerose tribù californiane. La misura chiarisce che i concorsi a premi promozionali offerti da aziende come McDonald’s o Starbucks non sono interessati dal divieto, concentrandosi invece sugli operatori che offrono meccaniche da casinò mascherate da giochi gratuiti.

La linea dura delle associazioni tribali

L’Indian Gaming Association (IGA) e la California Nations Indian Gaming Association (CNIGA) hanno sostenuto con forza l’AB 831. Gli sweepstakes sono stati definiti “schemi da mercato grigio che erodono il quadro costituzionale del gioco nello Stato”. Per queste organizzazioni, difendere l’esclusività dei casinò tribali non significa solo tutelare un business consolidato, ma anche salvaguardare la sovranità delle nazioni native, considerata vitale per l’autodeterminazione delle comunità.

James Siva, presidente della CNIGA, ha definito la proposta “la massima priorità legislativa” della stagione, sottolineando come il fronte tribale sia riuscito a raccogliere un sostegno ampio e trasversale. Secondo Siva, si tratta di un passo necessario per impedire che piattaforme non regolamentate minino un settore che, negli ultimi trent’anni, ha garantito miliardi in entrate fiscali e servizi per i membri tribali.

Cosa prevede la legge

L’AB 831 mira a colpire l’intero ecosistema degli sweepstakes: non solo gli operatori, ma anche i processori di pagamento, i fornitori di piattaforme, i servizi di geolocalizzazione, gli affiliati media e persino i testimonial pubblicitari. Le sanzioni non lasciano margini di interpretazione: reato minore, con pena fino a un anno di carcere e multe comprese tra 1.000 e 25.000 dollari.

Il vicepresidente della Yahaaviatam of San Manuel Nation, Michael Hoenig, ha spiegato che il disegno di legge “chiude ogni scappatoia” e colpisce solo i giochi online con doppia valuta, lasciando intatti i concorsi promozionali tradizionali. L’obiettivo, secondo i sostenitori, è eliminare concorrenza sleale e ambiguità legali, soprattutto per quei siti che utilizzano criptovalute o sistemi alternativi di pagamento.

Cosa sono gli sweepstakes

Gli sweepstakes simulano l’esperienza di un casinò, offrendo due tipi di monete virtuali: le “gold coins”, destinate al solo divertimento, e le “sweep coins”, che possono essere convertite in premi o denaro. Sebbene non sia necessario pagare per partecipare, molte piattaforme incentivano l’acquisto di pacchetti aggiuntivi per aumentare le probabilità di vincita.

Questa sottile linea di confine con il gioco d’azzardo ha attirato l’attenzione del legislatore, che intende evitare che pratiche commerciali di fatto si trasformino in una forma di gambling non regolamentato, con rischi per i consumatori e perdite fiscali per lo Stato.

Le voci contrarie: SGLA e tribù minori

La posizione dell’AB 831 non è condivisa da tutti. La Social Gaming Leadership Alliance (SGLA), guidata da Jeff Duncan, ha definito il disegno di legge una “proposta fondamentalmente errata”, accusandolo di servire gli interessi di pochi gruppi potenti.

Secondo stime elaborate dalla stessa alleanza, il divieto eliminerebbe circa 1 miliardo di dollari di impatto economico annuo per la California e priverebbe lo Stato della possibilità di incassare 200-300 milioni di dollari in nuove entrate fiscali ogni anno, se i giochi social venissero regolamentati. Un sondaggio commissionato dalla SGLA rileva inoltre che l’85% degli elettori preferirebbe modernizzare le leggi per tassare i giochi social, invece di vietarli. Sono dati di parte, ma rappresentano la linea di chi vede nel digital gaming un’occasione per innovare l’economia californiana.

Anche alcune tribù hanno manifestato contrarietà. La Kletsel Dehe Wintun Nation, la Sherwood Valley Rancheria, la Mechoopda Indian Tribe of Chico Rancheria e la Big Lagoon Rancheria temono che la legge limiti opportunità economiche per le comunità più piccole e geograficamente isolate. Per loro, il commercio digitale è una vera e propria “ancora di salvezza” per finanziare sanità, istruzione e alloggi.

Costi per lo Stato e controversie federali

Non mancano le incognite. L’analisi della commissione per gli Stanziamenti del Senato segnala costi potenzialmente significativi per il Dipartimento di Giustizia, i tribunali statali e le contee, chiamati a far rispettare la legge.

Il dibattito si intreccia anche con la polemica sui mercati di previsione sportivi proposti da alcune piattaforme. Per le associazioni tribali, si tratta di vere e proprie scommesse mascherate, che eludono l’Indian Gaming Regulatory Act e aggirano la tassazione. Il tema è al centro di un braccio di ferro con la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), accusata di lentezza e conflitti di interesse, soprattutto dopo la nomina controversa di Brian Quintenz, ex membro del board di Kalshi, a presidente designato dell’agenzia.

Se da un lato i sostenitori dell’AB 831 vedono la legge come un baluardo contro pratiche opache, dall’altro gli oppositori ritengono che si rischi di spingere ulteriormente l’industria nell’ombra, senza affrontare in modo moderno il tema della regolamentazione.

Tribù e operatori uniti contro il “mercato grigio”

Un aspetto interessante è la convergenza tra tribù e grandi operatori di scommesse sportive. Victor Rocha, presidente della conferenza IGA, ha dichiarato che “FanDuel, DraftKings e le tribù sono tutti dalla stessa parte” e che l’obiettivo comune è l’“annientamento completo dell’industria degli sweepstakes”. Una posizione che dimostra quanto la posta in gioco sia alta, non solo in termini economici, ma anche di legittimità e protezione del sistema regolato.

Per i sostenitori, l’AB 831 rappresenta una difesa della sovranità tribale e della solidità del quadro costituzionale. Per gli oppositori, un’occasione mancata per aprire alla modernizzazione e alla creazione di nuove entrate fiscali.

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