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Capitanio (Agcom): “Divieto assoluto di pubblicità non favorisce il gioco responsabile”

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Giovedì 11 settembre, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, è stata presentata la ricerca “Gioco responsabile e giovani Under 25: motivazioni, contesti e strategie di intervento”, promossa dalla Fondazione FAIR – ETS e condotta dall’Unità di Ricerca in Psicologia Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Tra i relatori è intervenuto Massimiliano Capitanio, commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), che ha offerto una riflessione sulla normativa e sul ruolo della comunicazione nel settore del gioco.

L’eredità del “decreto dignità”

Capitanio ha ripercorso l’esperienza dell’Autorità a partire dal 2019, quando entrarono a regime le misure del cosiddetto “decreto dignità” (d.l. 87/2018), che introdusse il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. Fin dall’inizio – ha ricordato – il governo stesso aveva evidenziato alcune criticità, a partire dalle sanzioni non modulabili, fissate in un minimo di 50mila euro per ciascuna violazione. Proprio su questo punto è intervenuta di recente la giustizia: un tribunale ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale dopo che l’Agcom ha dovuto sanzionare un content creator con una multa complessiva di 157mila euro, frutto della somma di più violazioni.

Un divieto dagli effetti ambigui

Secondo Capitanio, il divieto assoluto di pubblicità ha prodotto conseguenze controverse. Se da un lato ha imposto un freno alle promozioni, dall’altro ha impedito la diffusione di campagne di informazione sul gioco responsabile, finendo per indebolire la distinzione tra offerta legale e canali illegali.

Il commissario ha sottolineato come i principali scandali delle scommesse sportive degli ultimi anni siano stati collegati a piattaforme non autorizzate. Nonostante ciò, l’Agcom ha applicato con rigore la normativa, colpendo non solo piattaforme online ed editori, ma anche creator attivi su X, Twitch, YouTube e altri spazi digitali.

Dipendenze digitali e nuove sfide culturali

Il discorso si è poi allargato oltre il settore strettamente regolamentato del gioco. Per Capitanio, il nuovo paradigma del “gioco responsabile” deve tener conto della natura speculare delle dipendenze digitali. I giovani, ha osservato, non solo accedono al gioco online, ma incontrano le stesse logiche di gratificazione immediata nelle microtransazioni dei videogiochi, nei social network e nei portali di streaming.
Per questo, ha sostenuto, l’educazione digitale e civica diventa la vera base su cui costruire qualsiasi politica di prevenzione.

Parental control: un’arma sottoutilizzata

Il commissario ha richiamato l’attenzione anche sul filtro parentale gratuito previsto per le sim intestate a minori, reso operativo a partire dal novembre 2023 e disponibile dal 2024 per tutte le famiglie. Questo strumento blocca l’accesso a contenuti vietati, compresi pornografia, alcol, tabacco e gioco d’azzardo. Tuttavia, secondo Capitanio, a oggi il filtro risulta attivato solo da circa mezzo milione di famiglie, lasciando la maggioranza dei minorenni libera di accedere a contenuti a rischio.

I dati raccolti dagli operatori telefonici mostrano un quadro sorprendente: tra i minori di 18 anni, il gioco d’azzardo rappresenta la seconda categoria più bloccata dopo gli anonymizer e prima persino dei contenuti pornografici.

Verso una nuova stagione di prevenzione

Capitanio ha concluso sottolineando la necessità di aggiornare strumenti e strategie. Le linee guida del 2019, legate al decreto dignità, non potevano includere riferimenti al gioco responsabile. Oggi, invece, gli operatori hanno un obbligo di investimento in questo ambito. È dunque essenziale insistere su campagne di informazione e sul coinvolgimento delle famiglie, perché la tutela dei più giovani passa anche da un uso consapevole delle tecnologie.

Per garantire un gioco realmente responsabile non basta vietare la pubblicità, occorre costruire un ecosistema che unisca regole, educazione e consapevolezza digitale.

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