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La Grecia blocca 11.000 siti di gioco d’azzardo illegali

Neha Soni
Scritto da Neha Soni
Tradotto da Mara Armenante

Le autorità di regolamentazione del gioco d’azzardo in Grecia hanno intensificato gli sforzi di contrasto contro le scommesse online illegali, bloccando oltre 11.000 siti legati al gioco d’azzardo nell’ambito di una vasta operazione contro un mercato nero stimato fino a 1,7 miliardi di euro l’anno, secondo i dati diffusi dalla Commissione Ellenica per il Gioco (Hellenic Gaming Commission, EEEP).

Come riportato da Greek City Times, la mossa evidenzia la crescente preoccupazione per l’ampiezza del gioco d’azzardo online non autorizzato in Grecia, mentre le autorità spingono per regolamentazioni più severe, strumenti di controllo più efficaci e nuove tecnologie mirate a proteggere i consumatori e i gruppi vulnerabili.

L’EEEP blocca 11.000 domini di gioco illegale

L’EEEP, l’autorità di regolamentazione del gioco d’azzardo in Grecia, ha rivelato di aver identificato e bloccato finora circa 11.000 domini di gioco online illegale. Tuttavia, il rapporto ha sottolineato che l’applicazione delle norme resta complessa, poiché gli operatori illeciti continuano ad adattarsi rapidamente, con una stima di 10.000 nuovi domini legati al gioco registrati ogni mese.

La Commissione sta valutando una cooperazione più stretta con la Commissione Ellenica delle Telecomunicazioni e della Posta (Hellenic Telecommunications & Post Commission, EETT), che gestisce il registro nazionale dei domini in Grecia. La collaborazione proposta consentirebbe ai regolatori un accesso più rapido ai domini appena registrati, accelerando l’identificazione e il blocco delle piattaforme di gioco illegale.

Nonostante ciò, il mercato del gioco d’azzardo online illegale continua a prosperare. Le autorità stimano che il valore del mercato greco del gioco online illegale sia compreso tra 1,6 e 1,7 miliardi di euro l’anno, con cali solo marginali negli ultimi anni.

La protezione dei minori è emersa come obiettivo centrale sotto la nuova leadership dell’EEEP. Il piano strategico 2026–2030 dell’ente pone la tutela dei gruppi vulnerabili, in particolare dei minori, al centro delle politiche future, con iniziative rafforzate di gioco responsabile considerate fondamentali per ridurre l’esposizione alle scommesse illegali.

Nuove leggi e poteri di controllo rafforzati in arrivo

L’EEEP sta elaborando una nuova legislazione volta a rafforzare la propria autorità di controllo. Le riforme proposte consentirebbero alla Commissione di sospendere immediatamente la pubblicità collegata al gioco illegale, un potere che i regolatori ritengono attualmente insufficiente.

I funzionari dell’EEEP hanno inoltre sottolineato l’importanza della cooperazione con gli operatori autorizzati, descritti come alleati essenziali nella lotta al mercato nero. Il gioco illegale, hanno avvertito, non solo mina la protezione dei consumatori ma distorce anche la concorrenza per gli operatori conformi alle regole.

Il Ministero dell’Economia Nazionale e delle Finanze (Ministry of National Economy and Finance), sotto la guida del ministro Kyriakos Pierrakakis, è stato incaricato di sviluppare un nuovo quadro normativo per arginare un sistema parallelo che minaccia non solo la stabilità economica del Paese ma anche la sua coesione sociale.

Licenze per casinò e resort integrati sotto revisione

Oltre al gioco d’azzardo online, la Commissione sta rivalutando il quadro normativo dei casinò terrestri in Grecia, comprese le regole che disciplinano i Complessi Turistici Integrati (Integrated Tourist Complexes, ITCs) che uniscono casinò, hotel e strutture di intrattenimento.

Due grandi progetti di ITC, la riqualificazione dell’Ellinikon vicino ad Atene e lo sviluppo di un resort a Maroussi, dovrebbero aprire entro il 2028. I regolatori vedono in questi progetti potenziali motori economici, ma affermano che sono necessarie regole più chiare in materia di licenze e operatività per garantire l’allineamento con gli obiettivi di sviluppo regionale.

Per i casinò più piccoli, l’EEEP (Commissione Ellenica per il Gioco, Hellenic Gaming Commission) sta valutando un passaggio a un modello di licenza basato su concessione, sostituendo le licenze a tempo indeterminato. La revisione segue le recenti difficoltà del settore, tra cui la revoca della licenza del casinò di Patrasso e la ristrutturazione del debito in corso nei casinò di Corfù e Tracia.

La tecnologia al centro della futura supervisione

La leadership dell’EEEP ha riconosciuto che la tecnologia svolge un duplice ruolo: da un lato favorisce le reti di gioco illegale, dall’altro fornisce strumenti per combatterle. Il regolatore sta investendo in analisi dei dati, monitoraggio in tempo reale e sistemi automatizzati di concessione delle licenze per migliorare la supervisione del mercato.

“Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra regolamentazione e accessibilità”, ha dichiarato il presidente dell’EEEP, sottolineando che è in corso anche una ristrutturazione interna per rafforzare il personale e la capacità operativa.

Mentre la Grecia intensifica la sua risposta al gioco d’azzardo online illegale, i regolatori restano fiduciosi che una combinazione di riforma legislativa, innovazione tecnologica e rafforzamento istituzionale contribuirà a contenere l’espansione del mercato nero digitale del Paese.

Una grande indagine sul riciclaggio di denaro ha scosso la Grecia

A settembre, il settore del gioco d’azzardo in Grecia è stato scosso da una delle indagini più estese degli ultimi anni. L’Autorità Ellenica Antiriciclaggio (Hellenic Anti-Money Laundering Authority) ha scoperto un presunto schema di riciclaggio che coinvolge circa 200 persone, tra cui funzionari governativi e dipendenti pubblici.

Il caso greco ha evidenziato rischi sistemici per l’intero settore europeo del gioco. Con la crescente digitalizzazione dei servizi di gioco, le piattaforme online sono diventate sempre più un canale per i trasferimenti di denaro. Questo cambiamento rende essenziale stabilire standard comuni europei che applichino lo stesso livello di rigore in tutti i mercati.

L’Unione Europea (European Union), da tempo impegnata a rafforzare le misure antiriciclaggio (AML), potrebbe cogliere questa indagine come catalizzatore per una riforma. Una regolamentazione più armonizzata appare inevitabile se il blocco vuole evitare che le disparità tra Stati membri diventino falle sfruttabili dalle reti criminali.

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