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Il decreto di riforma del gioco legale di stato in Italia sarà varato ad aprile

Neha Soni
Scritto da Neha Soni
Tradotto da Mara Armenante

Il Consiglio dei Ministri prevede di pubblicare entro il 10 aprile la versione definitiva del decreto legislativo sulla riforma del gioco fisico. Il decreto è attualmente all’esame della Conferenza Unificata, che rappresenta le 20 regioni italiane e oltre 100 comuni.

Il programma di riforma è iniziato nel 2023 con un focus sul gioco online, culminato nell’introduzione di un nuovo regime di licenze nel novembre 2025. L’attenzione si è ora spostata sulle attività terrestri, dove verranno applicati controlli più severi e strutture di concessione aggiornate.

Regole più rigide per punti gioco e operazioni

Come riportato da SBC News, il decreto introduce restrizioni più stringenti sui punti di gioco. Tra queste figurano limiti agli orari di apertura e requisiti rafforzati sulle distanze minime tra le sale da gioco e i cosiddetti “luoghi sensibili”, come scuole, ospedali e istituzioni pubbliche. Le autorità puntano a uniformare le regole a livello nazionale, affrontando al contempo le storiche disparità normative tra le diverse regioni.

Nuovo quadro per licenze e concessioni

La riforma introduce una struttura rivista per le concessioni del gioco retail in diversi segmenti:

  • Apparecchi da intrattenimento: offerte iniziali da 25 milioni di euro per pacchetti che includono 4.000 Amusement with Prizes e 900 Video Lottery Terminal
  • Licenze per scommesse retail: pacchetti da 25 licenze al prezzo di 60.000 euro ciascuna, con un’offerta base di 1,5 milioni di euro
  • Sale bingo: offerte iniziali da 350.000 euro per ciascuna sala, per un totale di circa 210 sedi

La revisione arriva in un momento di crescente pressione sul settore, in particolare sugli apparecchi da gioco, che nel 2025 hanno registrato un calo di 250 milioni di euro nelle entrate fiscali.

I politici italiani hanno espresso preoccupazione per il fatto che i ritardi nell’attuazione delle riforme stiano alimentando l’espansione del mercato del gioco non autorizzato. Le stime suggeriscono che il settore illegale potrebbe valere tra 30 e 35 miliardi di euro, considerando sia il retail sia l’online. Il nuovo decreto dovrebbe contrastare questa tendenza irrigidendo i requisiti di conformità e rafforzando i meccanismi di controllo.

Ruolo più ampio per le autorità regionali

Un elemento chiave della riforma è l’introduzione di un modello di ripartizione delle entrate pensato per aumentare il coinvolgimento degli enti locali. In base alle disposizioni collegate alla Legge di Bilancio 2026, 80 milioni di euro saranno distribuiti tra le autorità regionali.

Inoltre, gli operatori autorizzati potranno aprire punti gioco a una distanza minima di 100 metri dai luoghi sensibili, a condizione che rispettino i nuovi standard di certificazione.

La supervisione sarà ulteriormente rafforzata attraverso la creazione di un comitato permanente incaricato di monitorare il gioco problematico, insieme a controlli più severi in materia di antiriciclaggio guidati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Contesto politico e pressioni sui tempi

Nonostante le recenti difficoltà politiche, tra cui l’esito sfavorevole al referendum, il governo guidato da Meloni resta determinato a completare la revisione del settore del gioco entro il 2026.

La finalizzazione del decreto prima della scadenza della legge di delega fiscale, fissata al 29 agosto, è considerata cruciale. Riuscirci permetterebbe all’Italia di porre fine alle proroghe ripetute delle concessioni esistenti per apparecchi da gioco, scommesse e bingo, tutte attualmente in scadenza il 31 dicembre.

Stato del gioco legale italiano

L’anno scorso si è chiuso con risultati solidi per il settore del gioco online, in particolare per le sue tre aree principali: giochi da casinò, poker e bingo. Le puntate totali dell’anno hanno raggiunto 77,85 miliardi di euro, mentre la spesa effettiva dei giocatori (cioè la differenza tra le puntate totali e le vincite restituite) è stata pari a 3,3 miliardi di euro.

Nel 2024, il volume complessivo del mercato del gioco legale in Italia ha raggiunto 157,4 miliardi di euro, segnando un aumento del 42 percento rispetto al 2019. Il gioco online ha generato un fatturato totale di 92 miliardi di euro, di cui 87 miliardi restituiti ai giocatori sotto forma di vincite. La situazione è stata nettamente diversa per il gioco fisico, che ha continuato a mostrare segnali di contrazione. Solo poche categorie hanno registrato risultati positivi nel 2024 rispetto al 2019: Lotto e Lotterie (+18 percento), Giochi Sportivi (+33 percento) e Bingo (+1 percento).

Le previsioni di mercato suggeriscono che il settore del gioco online in Italia potrebbe continuare a espandersi nel prossimo decennio. Diversi istituti di ricerca prevedono che il mercato italiano del gioco online possa raggiungere valori significativamente più elevati entro il 2035. La società di ricerca Market Research Future ha previsto che il mercato del gioco online in Italia crescerà da circa 3.131 milioni di dollari nel 2025 a 8.000 milioni di dollari entro il 2035.

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