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Meta, boom di annunci sul gioco d’azzardo: i giovani uomini esposti 2,3 volte di più

Neha Soni
Scritto da Neha Soni
Tradotto da Mara Armenante

Gli annunci sul gioco d’azzardo presenti sulle piattaforme di proprietà di Meta raggiungono in misura sproporzionata i giovani uomini, anche quando le campagne non sono esplicitamente indirizzate per genere, secondo una nuova ricerca guidata dall’Università di Cambridge.

Lo studio, che ha analizzato centinaia di annunci in Irlanda, ha rilevato che i giovani uomini sono stati raggiunti 2,3 volte più spesso delle donne sulle piattaforme di Meta, tra cui Facebook e Instagram. I ricercatori hanno esaminato 411 annunci provenienti da 88 operatori di gioco autorizzati, utilizzando i dati della Meta Ad Library. I risultati sono stati pubblicati nel Journal of Behavioral Addictions.

I giovani uomini sono i più esposti

Il gruppo più esposto è risultato essere quello degli uomini tra i 25 e i 34 anni, che rappresentavano oltre un terzo di tutti gli utenti raggiunti, generando più di 6,2 milioni di impression. Complessivamente, gli annunci hanno raggiunto 12,6 milioni di uomini, rispetto ai 5,4 milioni di donne, mentre il 22 per cento era rivolto esclusivamente agli uomini. Non è stato trovato alcun annuncio rivolto esclusivamente alle donne.

«Anche quando gli annunci erano impostati per raggiungere tutti i generi, continuavano comunque a raggiungere quel gruppo molto vulnerabile di giovani uomini», ha dichiarato l’autrice principale Elena Petrovskaya. La ricerca ha evidenziato che un annuncio di Betfair ha raggiunto oltre 1,32 milioni di utenti, pari a circa il 26 per cento della popolazione irlandese.

I risultati sollevano preoccupazioni sul fatto che i sistemi di distribuzione pubblicitaria basati sugli algoritmi possano amplificare l’esposizione tra i gruppi ad alto rischio, invece di distribuire gli annunci in modo uniforme. Le ricerche sui sistemi di advertising digitale hanno già dimostrato che gli algoritmi possono distribuire in modo sproporzionato contenuti legati al gioco d’azzardo verso utenti vulnerabili, inclusi quelli con determinati tratti comportamentali o socioeconomici.
Questo suggerisce che, anche quando gli inserzionisti non mirano esplicitamente a specifici gruppi demografici, i sistemi di ottimizzazione delle piattaforme possano comunque orientare i risultati verso gli utenti più propensi a interagire.

Legame con i rischi del gioco, regolamentazione più severa

Lo studio rafforza un crescente corpus di evidenze che collega l’esposizione pubblicitaria ai comportamenti di gioco. Una precedente ricerca in Irlanda condotta dall’Istituto di Sanità Pubblica (Institute of Public Health, IPH) ha rilevato che i giovani adulti riportano un’esposizione “elevata” e spesso quotidiana alla pubblicità sul gioco d’azzardo, descrivendola come “impossibile da evitare”, sui social media e su altre piattaforme.

I ricercatori hanno inoltre identificato un effetto “dose‑risposta”, secondo il quale una maggiore esposizione alla pubblicità sul gioco d’azzardo è associata a una partecipazione più elevata e a un rischio maggiore di sviluppare comportamenti problematici. Questo dato è particolarmente significativo se si considera che gli uomini tra i 25 e i 34 anni mostrano i tassi più alti di gioco problematico in Irlanda, rendendoli un gruppo demografico particolarmente a rischio.

Lo studio arriva mentre l’Irlanda introduce controlli più severi nell’ambito del Gambling Regulation Act 2024, entrato in vigore nel 2025. La legislazione ha istituito la Autorità di Regolamentazione del Gioco d’Azzardo dell’Irlanda (Gambling Regulatory Authority of Ireland) e include disposizioni per limitare la pubblicità sul gioco d’azzardo sui social media, a meno che gli utenti non scelgano attivamente di aderire.

Una sfida globale più ampia

Mentre l’Irlanda rafforza la supervisione, la pubblicità sul gioco d’azzardo rimane diffusa in molti mercati, tra cui Regno Unito, Australia e Stati Uniti. Di recente, un gruppo trasversale di parlamentari britannici ha richiesto restrizioni estese alla pubblicità sul gioco d’azzardo, avvertendo che le norme attuali non sono riuscite a proteggere bambini e persone vulnerabili dai rischi. Anche l’Australia ha annunciato riforme attese da tempo in materia di pubblicità sul gioco d’azzardo, dopo anni di pressioni pubbliche. Tuttavia, il Paese non ha introdotto un divieto totale, che in precedenza era stato preso in considerazione.

L’Indonesia ha introdotto una norma che vieta ai minori di 16 anni l’accesso a diverse grandi piattaforme social a partire dal 28 marzo 2026. La misura si applica a servizi come TikTok, Facebook, Instagram, YouTube, X, Threads, Bigo Live e Roblox.

Gli esperti avvertono che le piattaforme social continuano a presentare rischi in evoluzione, soprattutto perché le nuove tecnologie e i sistemi basati sull’intelligenza artificiale aumentano la portata e la precisione della distribuzione dei contenuti, spesso superando le tutele regolamentari. Un altro studio condotto dal National Institute of Health ha rilevato che la personalizzazione algoritmica influenza già diversi aspetti del comportamento di gioco online. Lo studio suggerisce che l’aumento della personalizzazione sulle piattaforme di gioco online è associato a cambiamenti nel comportamento di scommessa, inclusi l’entità delle puntate, la frequenza e la persistenza.

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