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Come possono gli operatori di gioco restare conformi nei diversi mercati? Gli esperti intervengono

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

Parlando da Roma in un’intervista a SiGMA Central Europe, Jessica Maier, cofondatrice e direttrice di EGARA (European Gambling and Regulatory Authorities), ha affermato che la crescita internazionale sta mettendo in luce una tensione di fondo nel settore: come soddisfare un quadro normativo sempre più esigente senza paralizzare le decisioni commerciali.

Alla domanda su come le aziende possano mantenere coerente la gestione del rischio mentre navigano tra diversi regimi regolatori, Maier ha risposto che la chiave è una “flessibilità strutturata”.

“Quello che bisogna cercare è una flessibilità strutturata”, ha detto. “Quando un’azienda entra in un nuovo mercato, deve avere chiaro ciò che ha già predisposto, perché molto spesso ci saranno elementi comuni nelle nuove normative.”

Maier ha indicato i requisiti antiriciclaggio come un ambito in cui le aziende possono riutilizzare i controlli tra diverse giurisdizioni. “Esistono principi generali in tutta Europa che si applicano ovunque”, ha spiegato. “Questi principi sono sempre presenti, affiancati da alcuni requisiti specifici di mercato. Avere una struttura che consenta flessibilità per i mercati locali è fondamentale per costruire un approccio sostenibile e scalabile.”

La compliance come parte del piano commerciale

Maier ha sostenuto che il principale ostacolo alla trasformazione della compliance in un fattore abilitante, invece che in un freno, è di natura culturale.

Ha descritto la distanza che può crearsi tra i team di compliance e quelli dedicati alla crescita all’interno degli operatori. “Spesso i team commerciali sono riluttanti a parlare con la compliance perché danno per scontato che la risposta sarà negativa”, ha detto. “Questo, di per sé, indica un problema culturale.”

Secondo Maier, la “reputazione” della compliance come reparto che blocca le idee affonda le radici in abitudini che non funzionano più in mercati rigidamente regolamentati. “All’interno della comunità della compliance c’è una forte cultura dell’evitare il rischio semplicemente dicendo no”, ha affermato. “Ma tutti, inclusa la compliance, dovrebbero cercare opportunità, perché l’obiettivo è una crescita sostenibile.”

Perché ciò avvenga, ha aggiunto, la compliance deve essere coinvolta prima. “La compliance ha bisogno di fiducia e deve essere coinvolta molto presto nel processo”, ha detto. “Questa struttura funziona solo se la compliance fa parte della pianificazione strategica, ed è un elemento cruciale.”

IA, qualità dei dati e responsabilità

L’ottimismo di Maier è emerso con maggiore chiarezza quando la conversazione si è spostata sui nuovi strumenti. Alla domanda su come stia cambiando la compliance mentre intelligenza artificiale, analisi dei dati e monitoraggio in tempo reale diventano standard, ha definito questa evoluzione “molto, molto entusiasmante e utile”.

“L’IA eliminerà gran parte del carico amministrativo, oltre al lavoro ripetitivo e dispendioso in termini di tempo legato all’analisi dei dati che oggi occupa i team di compliance”, ha spiegato. “Consentire all’IA di gestire questi compiti libera le persone, che possono così concentrarsi sulla compliance in modi più strategici, come abbiamo discusso.”

Ha aggiunto che il vero traguardo, nel lungo periodo, sarà passare dal reagire ai problemi all’anticiparli. “Permette alla compliance di diventare predittiva”, ha sostenuto.

Il settore sta già sperimentando tecnologie per affrontare queste pressioni. Da aprile 2025, l’Associazione Europea del Gioco e delle Scommesse (European Gaming and Betting Association, EGBA) sta esplorando l’IA come risposta pratica alla frammentazione normativa. Il segretario generale di EGBA, Maarten Haijer, ha spiegato: “Siamo impegnati a promuovere i più alti standard di compliance nel settore del gioco online europeo”, pur riconoscendo che “con 27 Paesi nell’UE, ciascuno con le proprie leggi sul gioco e una miriade di requisiti, l’armonizzazione è un percorso difficile”.

Il gruppo industriale ha dichiarato che la piattaforma in fase di sviluppo offrirà “analisi in tempo reale validate da esperti e una scansione automatizzata delle notizie normative”, con l’obiettivo di creare “un’unica fonte affidabile di informazioni per la gestione della compliance”. Daniel Gambin, cofondatore e amministratore delegato di Letzz, l’azienda di tecnologia per la compliance che collabora al progetto, ha riecheggiato l’ottimismo di Maier: “Trasformando la compliance da una sfida a un asset strategico per il business, aiutiamo gli operatori a restare aggiornati sui più recenti cambiamenti normativi”.

Prudenza su dati e responsabilità

Maier ha però evidenziato anche due avvertimenti: uno tecnico e uno politico.

“La sfida sarà la qualità dei dati con cui i team devono lavorare”, ha detto. “Abbiamo bisogno di dati di buona qualità per ottenere buoni risultati.”

Ha aggiunto che le autorità di regolamentazione continueranno ad aspettarsi una persona responsabile delle decisioni prese con l’aiuto delle macchine. “I regolatori si aspetteranno che i team e le aziende comprendano cosa fa l’IA e come funziona, oltre a come viene supervisionata e monitorata dagli esseri umani”, ha spiegato. “La responsabilità ricadrà comunque su un individuo.”

“Non siamo ancora in una fase in cui le macchine possano essere considerate responsabili”, ha affermato. “Questo sarà un elemento assolutamente centrale negli anni a venire.”

“Molta più consolidazione” e un mercato nero in crescita

Guardando ai prossimi cinque-dieci anni, Maier ha previsto che norme più severe ridisegneranno il mercato, a partire da chi potrà permettersi di operare.

“Penso che vedremo molta più consolidazione, perché mi aspetto che le normative si irrigidiscano ulteriormente”, ha detto.

Ha avvertito che alcuni interventi, soprattutto quando “non favoriscono un approccio al gioco responsabile guidato e controllato dal giocatore”, potrebbero produrre l’effetto opposto rispetto a quello desiderato. “In un certo senso hanno avuto un effetto boomerang”, ha affermato, “contribuendo di fatto alla crescita del mercato nero.”

“Stiamo assistendo alla crescita dei mercati neri”, ha aggiunto Maier, attribuendo la responsabilità a una “regolamentazione ben intenzionata, che però non sta funzionando del tutto”.

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