L’Autorità per il Gioco di Malta ha chiesto alle società di gioco online di rafforzare i propri sistemi di autoesclusione, dopo che un’operazione di “mystery shopping” condotta dal regolatore ha rilevato casi in cui i giocatori riuscivano comunque a registrarsi, depositare e giocare su più marchi.
In una revisione tematica svolta nel 2025, l’autorità ha esaminato “le prestazioni reali degli strumenti di tutela dei giocatori su 20 licenziatari e 58 URL attivi”, a seguito di segnalazioni secondo cui alcune persone che si erano autoescluse per problemi di gioco riuscivano comunque ad accedere ad altri siti appartenenti alla stessa licenza.
La MGA ha affermato che il livello generale del settore è incoraggiante, con “un livello di conformità positivo”, ma ha anche evidenziato debolezze ricorrenti che intende far correggere agli operatori. Ai licenziatari è stato chiesto di presentare piani di rettifica, con ulteriori attività di supervisione e monitoraggio per garantire che le modifiche vengano effettivamente implementate.
Il regolatore, in un rapporto intermedio separato sulle prestazioni del settore, ha dichiarato che il comparto del gaming ha generato 714,4 milioni di euro di valore aggiunto lordo nella prima metà del 2025, pari al 6,5% del valore aggiunto totale di Malta.
Falle tra i vari marchi
La revisione della MGA si è concentrata sugli operatori business-to-consumer e sui licenziatari appartenenti a gruppi societari nel settore online, escludendo esplicitamente il gioco terrestre.
La principale preoccupazione riguardava l’efficacia dell’autoesclusione, uno strumento pensato per impedire alle persone di accedere ai servizi di gioco per un periodo prestabilito o a tempo indeterminato, quando i giocatori si spostano da un marchio all’altro. L’autorità ha spiegato che il progetto è stato avviato a causa di “un modello ricorrente di reclami riguardanti individui autoesclusi che riuscivano ad accedere a più marchi operanti sotto la stessa licenza”.
Secondo i risultati, “tre licenziatari hanno consentito la registrazione, il deposito e il gioco nonostante l’utilizzo di campi identificativi simili a quelli di un giocatore autoescluso”. Il regolatore ha affermato che le società sono tenute a mantenere sistemi in grado di individuare “in modo affidabile” la stessa persona che tenta di aprire un nuovo conto utilizzando “dati personali identici o sostanzialmente simili”, impedendole così di giocare su marchi collegati sotto la stessa licenza.
Tuttavia, il problema non riguarda solo gli operatori regolamentati. In un’intervista a SiGMA News, Matt Zarb-Cousin, cofondatore del software di blocco del gioco d’azzardo Gamban, ha sostenuto che l’autoesclusione può essere vanificata dalla facile disponibilità di siti non autorizzati. “I siti di gioco del mercato nero prendono di mira le persone che si sono iscritte ai registri di autoesclusione”, ha dichiarato. “È una strategia deliberata.”
Dal periodo di raffreddamento ai controlli di realtà
Oltre al problema dell’accesso tra marchi diversi, la MGA ha evidenziato altre mancanze che, a suo avviso, indeboliscono le tutele proprio nel momento in cui le persone ne hanno più bisogno.
Per quanto riguarda la chiusura ritardata dei conti, il rapporto ha rilevato che “due licenziatari su 20 non hanno chiuso il conto entro 24 ore dalla richiesta di autoesclusione inviata via email”.
Il regolatore ha richiamato le norme esistenti che impongono un intervento immediato. La MGA ha aggiunto di “non considerare conforme alla definizione di ‘immediato’ alcun periodo superiore a 24 (ventiquattro) ore”.
La revisione ha inoltre individuato un caso in cui un operatore ha revocato l’autoesclusione troppo rapidamente. “Un licenziatario ha rimosso l’autoesclusione su richiesta del giocatore, senza imporre un periodo obbligatorio di raffreddamento.” La normativa pertinente prevede un intervallo minimo prima che qualsiasi riduzione o revoca diventi effettiva, tra cui: “non meno di ventiquattro ore” per un’esclusione a tempo determinato e “non meno di sette giorni” per un’esclusione a tempo indeterminato.
Un’ulteriore criticità riguardava gli avvisi pop-up di “Reality Check”, interventi a schermo pensati per mostrare il tempo e il denaro spesi durante una sessione. La revisione ha rilevato che “sei licenziatari su 20 necessitavano di ulteriori informazioni obbligatorie all’interno dello strumento Reality Check Pop-up”. La normativa è chiara nel prevedere che l’avviso “deve sospendere il gioco” e mostrare le statistiche della sessione, tra cui “il tempo che il giocatore ha trascorso giocando” e “l’importo di denaro o valore equivalente puntato”.
Nelle conclusioni, la MGA ha invitato gli operatori a considerare l’iniziativa come un’opportunità per elevare gli standard dell’intero settore: “Attraverso uno sforzo collettivo e l’applicazione coerente delle migliori pratiche, il settore può continuare a evolversi in un modo che dia priorità al benessere dei giocatori, alla resilienza operativa e alla responsabilità regolatoria.”
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