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Il mercato olandese del gioco si restringe, mentre cresce il mercato nero

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

Il mercato olandese del gioco online si è ridotto di quasi il 20 per cento nel 2025, secondo il rapporto annuale 2025 dell’autorità di regolamentazione. Ma il dato destinato a creare maggiore inquietudine nel settore non è la contrazione in sé. È il divario sempre più ampio tra il numero di giocatori che utilizzano il mercato autorizzato e la quota di ricavi che il mercato riesce oggi a trattenere.

Nella prima metà del 2025, circa il 94 per cento dei giocatori ha scommesso esclusivamente con operatori legali. Eppure gli operatori autorizzati hanno rappresentato solo il 49 per cento dei ricavi lordi da gioco, in calo rispetto al 51 per cento registrato alla fine del 2024. In altre parole, la minoranza di giocatori che non utilizza esclusivamente operatori autorizzati genera una quota sproporzionatamente elevata dei ricavi lordi da gioco. Questo divario probabilmente intensificherà il dibattito su quanto le politiche olandesi abbiano reso il mercato regolamentato meno competitivo.

I dati arrivano dopo mesi di critiche da parte di una parte del settore autorizzato, che sostiene che le restrizioni cumulative su pubblicità, sponsorizzazioni e spesa abbiano reso più difficile sostenere il mercato legale. A luglio, i Paesi Bassi hanno completato il divieto di sponsorizzazione sportiva da parte delle società di gioco. La Kansspelautoriteit (KSA) ha dichiarato che «quasi tutte le forme di comunicazione pubblica sono scomparse», con solo piccole violazioni residue, come gli shop online dei club che vendevano ancora merchandising con loghi di operatori di gioco.

L’autorità stima ora che il mercato illegale online valesse 617 milioni di euro nella prima metà del 2025, contro i 600 milioni del mercato legale.

Un mercato diviso in due

Il mercato autorizzato ha spesso sostenuto che la consapevolezza dei consumatori sia fondamentale quando le regole sulla pubblicità vengono inasprite, affermando che gli operatori hanno bisogno di sufficiente visibilità affinché i giocatori riconoscano l’offerta legale e la distinguano dai siti illegali. Tuttavia, i nuovi dati suggeriscono che il problema non è semplicemente la visibilità. Se circa il 94 per cento dei giocatori continua a scommettere esclusivamente con operatori autorizzati, è evidente che la maggior parte dei consumatori sa perfettamente dove si trova il mercato legale. Il divario indica invece un gruppo più ristretto di giocatori che sceglie deliberatamente di aggirare il mercato regolamentato, probabilmente per evitare limiti ai depositi, controlli di sostenibilità economica e altre restrizioni.

Il divario di canalizzazione porta con sé un’implicazione scomoda sia per i regolatori sia per gli operatori: i giocatori più propensi a spendere molto sono anche quelli più facilmente rintracciabili al di fuori del sistema autorizzato.

La KSA, nel suo rapporto annuale 2025, ha ammesso che il calo della canalizzazione dei ricavi potrebbe essere collegato al passaggio dei giocatori verso siti illegali dopo l’introduzione, nell’ottobre 2024, di nuove misure di protezione. Queste misure erano state progettate per ridurre i rischi, includendo soglie più basse per i depositi netti e controlli di sostenibilità economica più rigorosi. L’autorità ha definito la tendenza «uno sviluppo preoccupante», aggiungendo che i giocatori nel mercato illegale sono «molto meno protetti».

Ciò riecheggia le preoccupazioni sollevate lo scorso anno da Peter-Paul de Goeij, fondatore della Netherlands Online Gambling Association, che aveva dichiarato: «I dati ufficiali mostrano che solo il 49 per cento dei ricavi del gioco online va agli operatori autorizzati, il che significa che la maggior parte finisce in canali non regolamentati e illegali». Intervenendo a una conferenza sul gioco in Svezia, aveva definito la situazione olandese «un disastro».

Pressione sul mercato legale

Il rapporto dell’autorità di regolamentazione lascia pochi dubbi sulle sue priorità. Indica che il 2025 è stato incentrato su una protezione più ampia contro i danni legati al gioco, non solo perdite finanziarie ma anche danni alla “salute mentale” e alle “relazioni e ai contatti sociali”. La Kansspelautoriteit (KSA) ha inoltre intensificato la supervisione sul dovere di tutela degli operatori, ha imposto multe per milioni di euro a società autorizzate e non autorizzate e ha ampliato la sua azione contro l’infrastruttura utilizzata dagli operatori illegali.

Il nuovo progetto “Disconnect”, la sua arma più recente contro il mercato nero, ha preso di mira affiliati, fornitori di pagamenti, sviluppatori di software e società di hosting. Secondo il regolatore, la segnalazione congiunta delle pubblicità illegali a Google ne ha ridotto drasticamente la visibilità a partire da agosto, mentre alcuni grandi fornitori di giochi hanno reso i loro prodotti inaccessibili ai siti illegali tramite geo-blocking.

Allo stesso tempo, il mercato regolamentato ha chiaramente rallentato. Sulla base dei contributi del 2025, la KSA ha dichiarato che il settore online si è contratto del 18,5 per cento lo scorso anno, rispetto alla crescita del 4,9 per cento registrata nel 2024. Ha collegato questa inversione alle proprie modifiche normative introdotte nell’ottobre 2024 per limitare l’eccessiva spesa, oltre che all’aumento della tassa sul gioco entrato in vigore nel gennaio 2025.

Il regolatore è diventato più interventista, più esplicito sui rischi del gioco e più aggressivo contro l’offerta illegale. Ma i dati principali suggeriscono che il mercato nero continua a prendersi una quota sproporzionata del denaro.

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