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USA: CFTC verso nuove regole sui mercati predittivi

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

Il regolatore statunitense dei derivati sta per redigere il suo primo ampio quadro normativo per i mercati predittivi, mentre legislatori e gruppi di consumatori aumentano la pressione riguardo a contratti che, secondo i critici, assomigliano a un gioco d’azzardo non regolamentato e, nei casi più controversi, a un modo per trarre profitto dalla guerra.

La Commissione per il Commercio dei Futures sulle Merci (Commodity Futures Trading Commission – CFTC) ha presentato un “avviso preliminare di proposta normativa” (ANPR) all’ufficio di bilancio della presidenza per la revisione, secondo quanto riportato da Reuters. L’ANPR è una fase preliminare utilizzata per raccogliere opinioni prima che un’agenzia rediga una proposta formale.

Il presidente repubblicano della CFTC, Michael Selig, ha presentato la questione come una scelta tra stabilire regolamentazioni a livello nazionale o permettere all’industria di operare al di fuori della giurisdizione statunitense. Selig ha dichiarato durante un evento a Washington, secondo Reuters: “Più cerchiamo di bloccare questi mercati, come abbiamo visto con le criptovalute, più si spostano all’estero”. Ha aggiunto: “La mia opinione è che dobbiamo stabilire qui negli Stati Uniti le regole e le normative adeguate, altrimenti avremo solo mercati neri all’estero”.

I mercati predittivi vendono contratti negoziabili con risposta sì/no su risultati del mondo reale, che spaziano dallo sport e l’intrattenimento alla politica e all’economia. La loro rapida crescita ha intensificato un conflitto di giurisdizione: la CFTC sostiene che si tratti di mercati dei derivati, mentre i regolatori statali del gioco d’azzardo ritengono che molti di questi prodotti equivalgano a scommesse.

Il presidente della CFTC, Michael Selig, ha aggiunto che il regime normativo dovrebbe stabilire uno standard nazionale unico. Secondo quanto riportato da Reuters, ha affermato: “Il regime normativo statunitense dovrebbe stabilire un unico standard per tutti i 50 stati”. Ha spiegato: “I nostri prodotti sono molto regolamentati e hanno requisiti rigorosi”.

I contratti legati alla guerra intensificano l’attenzione

L’ultima spinta normativa arriva dopo un’ondata di indignazione per contratti legati a violenze geopolitiche, inclusi quelli basati sulla leadership iraniana, che hanno portato alla minaccia di leggi per vietare alcuni mercati.

La reazione ha alimentato preoccupazioni di lunga data sul fatto che alcuni contratti possano essere contrari all’interesse pubblico e che grandi operatori possano utilizzare informazioni privilegiate.

La pressione cresce anche a Capitol Hill. Un importante esponente democratico, il senatore Chris Murphy, ha definito moralmente grottesco il concetto di scommesse legate alla guerra, scrivendo su X: “È folle che questo sia legale”. Ha aggiunto: “Persone vicine a Trump stanno traendo profitto da guerra e morte. Presenterò una legge al più presto per vietare tutto questo”.

Avvertimenti sul trading illecito e una nuova coalizione anti-gioco d’azzardo

I regolatori hanno iniziato anche a indicare direttamente i rischi di abuso nelle operazioni di trading. Il 25 febbraio, la Divisione per l’Applicazione delle Norme (Division of Enforcement) della Commissione per il Commercio dei Futures sulle Merci (Commodity Futures Trading Commission – CFTC) ha pubblicato un avviso in seguito a due casi che coinvolgevano “uso improprio di informazioni non pubbliche e frode riguardo a determinati mercati predittivi, noti anche come contratti su eventi”, negoziati sulla piattaforma Kalshi.

In uno dei casi, l’avviso afferma che un trader “ha riconosciuto di sapere che quelle operazioni erano improprie e violavano le regole di Kalshi, che proibiscono di negoziare un contratto sul cui esito il trader esercita un’influenza diretta o indiretta”. In un altro caso, Kalshi ha rilevato che un trader “probabilmente aveva accesso a informazioni rilevanti e non pubbliche” grazie a un legame con il soggetto del contratto, e ha concluso che esisteva “un ragionevole convincimento che le operazioni fossero basate su informazioni rilevanti e non pubbliche ottenute indebitamente in violazione di un obbligo preesistente”.

Si sta formando un’opposizione organizzata attorno al lato sportivo del settore, dove i critici sostengono che i volumi maggiori siano, di fatto, scommesse prive delle tutele statali. Il 2 marzo è stata lanciata una nuova coalizione chiamata Il Gioco d’Azzardo Non È Investire (Gambling is Not Investing), con l’obiettivo di spingere per l’applicazione delle “leggi statali e tribali esistenti sul gioco d’azzardo per i mercati predittivi che facilitano scommesse sportive illecite attraverso contratti su eventi”.

Il gruppo, guidato dall’ex membro del Congresso Mick Mulvaney, ha accusato le piattaforme di utilizzare un linguaggio finanziario per evitare le norme sul gioco d’azzardo. Mulvaney ha dichiarato: “I prodotti di gioco d’azzardo – indipendentemente da come li si chiami – devono rispettare le leggi statali e tribali stabilite. Rinominare le scommesse sportive come ‘trading’, ‘investing’ o ‘predicting’ induce i consumatori in errore, indebolisce le tutele del gioco responsabile e mina i sistemi statali e tribali creati per proteggere il pubblico e finanziare servizi essenziali per la comunità”.

Secondo quanto riportato dalla coalizione, Kalshi ha affermato che “gli eventi sportivi rappresentano il 90% del loro volume”, una statistica destinata ad alimentare l’argomento secondo cui dovrebbero essere i regolatori sportivi, e non le autorità dei derivati, ad avere un ruolo più rilevante.

Per la CFTC, la sfida consiste nel definire cosa appartenga ai mercati regolamentati a livello federale, cosa superi le linee etiche invalicabili e come contrastare gli abusi senza spingere semplicemente queste attività verso angoli offshore difficili da raggiungere per i regolatori statunitensi.

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